Il Tirreno

Grosseto

Il museo Caravaggio diventa caso nazionale

di Sara Landi
Il museo Caravaggio diventa caso nazionale

Il vicedirettore di Repubblica attacca il progetto. Cerulli replica: «Per noi solo pubblicità gratuita»

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PORTO ERCOLE. Diventa un caso nazionale il museo dedicato a Caravaggio che il Comune di Monte Argentario realizzerà recuperando la struttura dell’ex asilo Ricasoli a Porto Ercole. Ieri sul quotidiano La Repubblica di cui è vicedirettore, il giornalista Sergio Rizzo ha dedicato un articolo a tutta pagina al progetto.

“Il museo di Caravaggio senza le sue opere (e a spese nostre)”, così titola La Repubblica del 14 maggio a pagina 17. L’articolo parte subito con un affondo. «Ecco il primo museo al mondo – scrive Sergio Rizzo – dedicato a un genio dell’arte figurativa senza che dentro ci sia una sola opera del medesimo». In effetti il progetto mira a creare il primo museo “virtuale” dell’opera omnia del pittore in cui non saranno custodite le opere originali (presenti in chiese, collezioni e musei in Italia e nel mondo) bensì le loro riproduzioni in alta definizione e a grandezza naturale su tela e su pvc. «La cosa avrebbe tutta l’aria di una simpatica burla – prosegue Rizzo – se non fosse per due particolari».

Il vicedirettore di Repubblica stigmatizza il fatto che il progetto non nasce «per la stravaganza di qualche privato appassionato di Caravaggio» ma per iniziativa del Comune di Monte Argentario che in questa operazione (e qui Rizzo cita Il Tirreno che si è occupato più volte della vicenda) investirà «un milione e 250.000 euro dei contribuenti, oltre il 5% dell’intero budget di spesa per il 2018 del Comune». L’altro dettaglio su cui Rizzo si concentra è il fatto che la supervisione scientifica del progetto sia curata dal professor Claudio Strinati che Rizzo definisce «uno dei mostri sacri della storia dell’arte e uno dei massimi esperti di Caravaggio». «Non riusciamo a comprendere – scrive Rizzo – le ragioni scientifiche che abbiano convinto uno studioso del suo calibro a farsi coinvolgere nell’allestimento di un museo di stampe».

L’attacco a tutto tondo non scalfisce però il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli che ha voluto il progetto. «Rizzo non è nuovo a questo tipo di polemiche – dice Cerulli – Sinceramente non ho niente da replicare a lui se non ringraziarlo per la pubblicità gratuita che sta facendo al progetto».

Il sindaco di Monte Argentario non vuole entrare nel merito delle argomentazioni di Rizzo e parla di «polemica assolutamente sterile. Siamo tranquillissimi e felici di quello che stiamo facendo. I lavori all’ex asilo procedono spediti secondo programma. Il museo che nascerà sarà bellissimo». Il futuro del progetto dipenderà comunque dall’esito delle amministrative di giugno. Le tre liste in lizza hanno infatti idee diverse su come utilizzare gli spazi dell’ex asilo Ricasoli. Priscilla Schiano, attuale vice di Cerulli e candidata di Forzargentario, sogna il completamento del museo, «progetto internazionale - si legge nella pagina Facebook della lista – che porterà a Porto Ercole visitatori da tutto il mondo tutto l'anno e che sarà completato con la galleria, il bar degli artisti e l’anfiteatro per gli eventi».

Luigi Scotto (lista Argentario: il Progetto) pensa a una destinazione sociale come polo ricreativo intergenerazionale mentre Franco Borghini (Proposta Comune) immagina un polo culturale sul modello del centro Don Pietro Fanciulli di Porto Santo Stefano.

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