Il Tirreno

Grosseto

Debutta il collegamento Berna-Grosseto: Hans, Doris, Brigitte volano per un sogno

di Giovanna Mezzana
Foto di gruppo per il primo volo Berna-Grosseto: il secondo da sinistra è Christoph Wegmann, responsabile per Skywork  Airlines della nuova tratta
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Foto di gruppo per il primo volo Berna-Grosseto: il secondo da sinistra è Christoph Wegmann, responsabile per Skywork Airlines della nuova tratta

Il Tirreno a bordo con i primi turisti svizzeri sull'aereo di Skywork Airlines che ha inaugurato la tratta

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BERNA. Gli svizzeri non sognano di annettersi la Lombardia – idea lanciata dal Neue Zuercher Zeitung, quotidiano d’informazione che guarda Oltralpe – bensì di accorciare le distanze con il Granducato e la Maremma. Parola di Martin Inäbnit, presidente e amministratore delegato di Skywork Airlines, la compagnia aerea svizzera che ieri ha inaugurato la tratta Berna-Grosseto, battezzando, al contempo, il primo volo di linea nella storia dello scalo civile maremmano.

Sull’aereo Saab 2000, decollato alle 7 di sabato 12 maggio da Berna e atterrato alle 8,20 sulla pista di via Orcagna, c’era anche Il Tirreno, giunto nella capitale della confederazione elvetica – con il treno – la sera precedente.

Sono le 21.40 di venerdì quando arriva a Berna l’EuroCity 56 partito da Milano alle 18.23. È in ritardo di una quindicina di minuti. Crolla il mito dell’orologio svizzero? No, neppure vacilla: la defiance – che il treno non ha recuperato in itinere – si è verificata prima di approdare in zona Sempione: entro i confini del Belpaese. Tutto torna. Ad attendere Il Tirreno c’è Christoph Wegmann, 37 anni, responsabile per Skywork della nuova tratta Berna-Grosseto e Karin Münger che per la compagnia cura i rapporti con i media: l’italiano di Karin, i cui nonni erano torinesi, semplifica tutto.

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Una passeggiata in notturna per il centro di Berna rivela che svizzeri e toscani-maremmani di cose in comune ne hanno. Sarà forse anche per questo che i primi sono attratti dai luoghi in cui vivono i secondi: e in futuro, chissà, potrebbe verificarsi anche il viceversa, dato che il Saab 2000 si fermerà due volte la settimana a Grosseto per far salire a bordo passeggeri con destinazione la Svizzera. Non solo: l’aeroporto della capitale elvetica – mignon ma efficiente – è uno scalo internazionale collegato con numerose destinazioni europee: Londra, Amsterdam, Amburgo, Berlino, Monaco di Baviera, finanche Jersey, isola nel Canale della Manica: potrebbe diventare per chi vive tra le Colline Metallifere e l’Amiata, la Costa D’Argento e le Terre del Tufo una rampa di lancio verso il cuore dell’Europa, una specie di via di fuga per la Maremma dalla viabilità affossata. Vedremo, intanto vediamo.

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Christoph porta Il Tirreno in Waisenhausplatz, in pieno centro: e con orgoglio mostra un ristorante da mille e una notte – il Korn Haus Keller – dove si degustano piatti all’altezza delle aspettative: anche gli svizzeri sono attenti a cosa salta in bocca e a dove e come il cibo si consuma. La Città Vecchia – il salotto storico di Berna che ricorda un po’ Borgo Stretto a Pisa – è addobbato delle bandiere dei cantoni: sembra d’essere a Massa Marittima quando si disputa Il Balestro. Il centro storico di Berna – il manager di Skywork lo rammenta con orgoglio – è patrimonio mondiale dell’Unesco, riconoscimento che la Maremma aspetta per il circuito di pozzi, chiuse e ponti che storicamente la tirarono su dalla palude.

È sabato mattina e la sveglia suona all’alba per chi deve partire – via cielo – alla volta della Maremma. Per il primo volo Berna-Grosseto Skywork Airlines aveva previsto 15 posti disponibili, che corrispondono ad altrettanti passeggeri che alle 6 sono all’aeroporto elvetico – zona est della città – in fila per il check in. Poi il passaggio sotto lo scandaglio che garantisce la sicurezza. Al Gate 2 a ogni viaggiatore viene consegnato un biscotto “occhio di bue” – l’occhio, però, è a forma di aereo – confezionato con un fiocchino bianco e azzurro con su scritto Bern Airport. È via libera verso il velivolo pronto in pista.

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Tra i passeggeri a bordo ci sono Hans Rudolf Winkler e la compagna Doris Schneider: vivono a Wabern, non lontano da Berna. Lui lavora a Münsingen, ed è infermiere in un centro per malati psichiatrici. Lei – che ha studiato pedagogia curativa – è impiegata come segretaria in una parrocchia di Köniz. Non vedono l’ora di atterrare a Grosseto. Si fermeranno per una settimana: «Sicuramente staremo a Follonica e andremo al mare – dice Doris – ma forse ci muoveremo anche per qualche escursione: non abbiamo programmato tutto». Lei parla anche un po’ italiano – l’ha studiato – nella Città del Golfo è già stata una volta, ma molti anni fa quando suo figlio era piccolo. Hanno scoperto che la compagnia aveva lanciato la nuova tratta e si sono detti: «Perché no? – descrive Doris – La distanza è ideale per una vacanza di 7 giorni». Mentre Rudolf e Doris pregustano l’arrivo in Maremma, Leo è agitatissimo: vuole scendere. Leo è il cagnolino di Brigitte Türk, una bella signora che viaggia anche lei in coppia. Alle 8, 20 l’atterraggio: benvenuti in Maremma.

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Sono per lo più coppie dai qurant’anni in su i viaggiatori del primo volo Berna-Grosseto: il 25% arriva dalla Svizzera francese, il resto, invece dal Cantone di Berna e dalle vicinanze della capitale della Confederazione elvetica. Conoscono Follonica e Castiglione della Pescaia – tradizionalmente “La Svizzera della Maremma” – mentre la Laguna di Orbetello con i suoi «pink flamingos» (lo traducono in inglese) e il Promontorio argentarino sono luoghi tutti da scoprire.

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