Il presidio
«Cerco un prestito che mi permetta di tenermi la casa»
Appello di Sandra Pelosi, ieri ricevuta dal prefetto di Siena Del suo caso si è occupato anche il presidente Mattarella
GROSSETO. Un appello. «Mi rivolgo a una banca qualsiasi, non importa se di Grosseto, di Siena o di altrove». Una proposta. «Un’operazione-ponte, una sorta di prestito che mi consenta di far fronte agli impegni». Una promessa. «Mi impegno a restituire tutto, una volta che il Tribunale avrà riconosciuto le mie ragioni».
Sandra Pelosi, l’imprenditrice senese di nascita ma grossetana di adozione, gravemente malata e al centro di un caso che ha avuto anche risonanza nazionale (la vendita all’asta della sua casa a Siena con il tentativo di suicidio, era il dicembre dello scorso anno), parla al termine dell’incontro che ha avuto ieri con il prefetto di Siena, Armando Gradone, cui era stata indirizzata dallo staff del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Al presidente, Sandra si era rivolta per segnalare il suo caso, scrivendogli. E ha avuto una risposta. «Appena sono entrata il prefetto mi ha detto: “Non mi dica nulla, so già tutto”. E mi ha promesso che farà tutto il possibile. Mi ha incoraggiato, mi ha abbracciato forte, come fossi una sorella. Tutto lo staff mi ha fatto sentire come una regina». La questione del prestito per tenersi la casa non compete certamente al prefetto, né al sindaco che pure si sta dando da fare, precisa Sandra. «Sia chiaro: io non voglio niente di più di quello che mi spetti. Io voglio il mio, voglio che i miei diritti siano riconosciuti».
Ed è con questo spirito che Sandra si avvia ad affrontare, ai primi di giugno, l’ennesima udienza al Tribunale civile di Grosseto per la causa che la vede contrapposta alle compagnie assicuratrici, per l’infortunio subito (fu scalciata da un cavallo) e la malattia conseguente. Due le polizze attivate, in questa vicenda è seguita dagli avvocati Valter Biscotti e Valeria Passeri. «Deve essere nominato un nuovo consulente tecnico, sarebbe il settimo. Sempre però che i criteri normali di valutazione e le tabelle dei risarcimenti possano essere applicati al mio caso...» dice amaramente riferendosi alla grave malattia che la costringe a cure continue e a spostamenti in carrozzella. Con la liquidazione delle polizze che, Sandra ne è certa, riceverà al termine della causa potrà coprire il prestito invocato. Di nuovo sull’operazione ponte: «Possibile che non ci sia una banca che mi offra questa possibilità?».
Pelosi torna a Mattarella: «Se sono arrivata fino a lì, fino a lui, se poi si è messo in movimento questo meccanismo, forse qualcuno ha capito che tutti i torti non ce l’ho. Allora ripeto: c’è una banca che vuole darmi una mano?».
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