Il Tirreno

Grosseto

il proprietario è sotto accusa per truffa 

«La cavalla fu venduta quando era già malata»

«La cavalla fu venduta quando era già malata»

GROSSETO. “Pioggia”, una cavalla di 13/14 anni, era stata venduta per 2.200 euro nell’estate del 2014. Pochi giorni dopo l’acquisto, la nuova proprietaria era stata avvertita dal titolare del...

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GROSSETO. “Pioggia”, una cavalla di 13/14 anni, era stata venduta per 2.200 euro nell’estate del 2014. Pochi giorni dopo l’acquisto, la nuova proprietaria era stata avvertita dal titolare del maneggio in cui era custodita che l’animale stava male: problemi respiratori. Gli esami veterinari avevano fatto ipotizzare che la malattia fosse preesistente all’acquisto. E su questa base la proprietaria aveva sporto querela.

Con l’accusa di truffa è sotto accusa davanti al giudice Giovanni Muscogiuri il precedente proprietario dell’esemplare, Francesco Fenzi, 31 anni, di Guardistallo. La Procura lo ha citato in giudizio perché avrebbe indotto in errore Paola Fliviani, costituitasi parte civile con l’avvocato Stelio Pugi: la donna avrebbe pagato Pioggia molto di più di quello che sarebbe stato il reale valore. Perché di Pioggia, sempre secondo l’imputazione, Fenzi avrebbe taciuto il fatto che era affetta da bolsaggine e da un comportamento stereotipato cronico identificato come “ticchio di appoggio”.

Di questo hanno parlato ieri i veterinari ascoltati in aula. Quello della difesa, che aveva effettuato la visita di compravendita, ha spiegato che il vizio di cui soffre Pioggia è uno di quelli che «il proprietario che vende deve dichiarare. Ci sono diversi livelli, ma può anche portare alla morte». Rispondendo al viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera, lo specialista ha dato indicazioni su cronicità e sintomatologia e ha spiegato che è difficile che certe patologie possano essere sorte tra la visita e la vendita («non mi sento però di escluderlo», ha aggiunto). Il veterinario di Fenzi ha invece spiegato che quello di cui soffriva la cavalla era «un problema respiratorio banale. Bagnando il fieno, nessun problema. Diciamo che non sono accorgimenti medici veterinari ma gestionali». Ora, ha aggiunto, «mi dicono che la cavalla sta bene».

In apertura di udienza aveva testimoniato la stessa Fliviani. Ha spiegato le modalità di individuazione dell’esemplare, attraverso Subito.it, ha parlato dell’acconto e del saldo e dell’anomalia scoperta a un mese dall’acquisto. «Prima i sospetti, poi la certezza», dopo la visita del proprio veterinario e la certificazione del dipartimento di Scienze veterinarie di Pisa.

E poi i costi di alimentazione: «Ho dovuto darle del fieno depolverizzato. Che è costoso. Non può mangiare nemmeno le carote». E i costi di questo generesi aggirerebbero sui 150 euro al mese. Si sono aggiunte poi le visite veterinarie, quasi 10mila euro. «Cifre che non mi posso permettere». Fliviani, che aveva dichiarato di aver cercato inutilmente di trovare una composizione bonaria con Fenzi, ha spiegato anche di aver cercato di vendere la cavalla ma di non aver ricevuto proposte superiori ai mille euro. Prossima udienza a settembre. (p.s.)

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