Il presidio
Gli scarichi e i video su Facebook Le due Iene rinviate a giudizio
Mancineschi e Rossi sono imputati per diffamazione ma anche per calunnia e procurato allarme Avrebbero accusato falsamente la Marina di San Rocco di aver inquinato il mare con del petrolio
GROSSETO. Nei suoi confronti c’è una richiesta di rinvio a giudizio per una delle querele relative allo scarico sulla spiaggia di Marina di Grosseto: se ne parlerà la prossima settimana all’udienza preliminare. Intanto per Lorenzo Mancineschi il gup Marco Mezzaluna ha deciso il processo per il grosso degli interventi della Iena maremmana a proposito dello sversamento: ipotesi di diffamazione per i video pubblicati su Facebook dal 22 aprile al 19 giugno 2016, cui si aggiunge una calunnia e un procurato allarme.
Prima udienza dibattimentale il 3 luglio, davanti al giudice Andrea Stramenga, per Mancineschi e per Davide Rossi, imputati di aver offeso la reputazione della Marina di San Rocco, concessionaria del porto turistico della frazione. In sostanza, le Iene avrebbero dichiarato falsamente che la società scaricava nel mare antistante petrolio e sostanze inquinanti, mediante pompe di drenaggio.
Al termine delle indagini della polizia postale, originati dalle querele dell’amministratore Felice Serra, scomparso recentemente (lo rappresenta il figlio Paolo, mentre la società si è affidata all’avvocato Massimiliano Arcioni), il pm Arianna Ciavattini ha individuato sei video e un commento. Due video sono del 22 aprile: «Vergogna, petrolio, danno ambientale, gente da rinchiudere»; e ancora il video in cui si vede Mancineschi contattare carabinieri e capitaneria di porto e sollecitare interventi. Il giorno successivo un altro video, anche questo caricato sulla pagina Facebook delle Iene: in questo filmato, sempre secondo l’imputazione, Mancineschi si dichiarava «costernato» e si mostrava incredulo di fronte alle rassicurazioni della capitaneria in merito alla regolarità delle operazioni di drenaggio. Il video del 7 maggio faceva riferimento al “silenzio degli innocenti” sull’attività di dragaggio. Il 31 maggio Mancineschi veniva ritratto mentre pronunciava la frase «Serra, t’ho beccato con le mani nella marmellata». E un’espressione similare era nel video del 12 giugno. Infine, il 19 giugno, viene ritenuto come diffamatorio un commento («loro sapevano», riferito al presunto inquinamento per il quale nessuno sarebbe intervenuto) a un articolo che parlava del fronte compatto di Marina a tutela della propria immagine.
L’ipotesi di calunnia riguarda il 22 aprile, perché Mancineschi e Rossi avrebbero accusato falsamente di inquinamento la Marina di San Rocco telefonando a carabinieri e capitaneria all’utenza per le emergenze. E lo stesso giorno quelle stesse telefonate sarebbero all’origine dell’ipotesi di procurato allarme. I due imputati, assenti all’udienza preliminare, sono difesi dagli avvocati Tania Amarugi (per Mancineschi) e Alessandro D’Amato (per Rossi).
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