Il Tirreno

Grosseto

«Non votare il simbolo, vota me» Biondi “prende a schiaffi” Tonini

di Giulia Sili
«Non votare il simbolo, vota me» Biondi “prende a schiaffi” Tonini

Veleni a Gavorrano: prima un cittadino pubblica la conversazione con l’assessore al bilancio poi il candidato ci scherza su con una foto che finisce su Facebook e scatena le polemiche 

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GAVORRANO. Quella di Gavorrano continua a essere una campagna elettorale piena di colpi di scena. Colpi di scena che si susseguono su Facebook, per la maggior parte, tra post scritte e cancellati, pubblicazioni di file audio e screenshot di conversazioni. Gli elettori del comune in pochi giorni hanno infatti potuto assistere a candidati dalle idee confuse che improvvisamente hanno cambiato opinione su argomenti fondamentali per il Comune o a candidati che si ritirano improvvisamente dando appoggio ad un avversario oppure tirando fuori dal cappello un proprio sostituto.

Alla grande confusione delle ultime settimane si sono poi aggiunti piccoli e grandi scandali messi in piedi, ogni volta, grazie alla pubblicazione di messaggi vocali e alla diffusione di conversazioni private avvenute tra i candidati e persone a lui vicine. Insomma una campagna elettorale dove i social più che aiutare, almeno per ora, sembrano essere quasi un ostacolo.

Mercoledì sera l’ultimo ad essere colpito dalla gogna mediatica è stato Daniele Tonini, candidato per la lista appoggiata dal Partito Democratico “Gavorrano Progressista – Andrea Biondi sindaco”. Il consigliere, tramite Messenger, il software di messaggistica istantanea sviluppato da Facebook, avrebbe infatti invitato un elettore a segnalare il suo nome sulla lista elettorale. Di fronte ad una risposta negativa Tonini non si sarebbe però fermato: «Se non vuoi votare il simbolo del Biondi metti solo la preferenza a me senza fare la croce sul simbolo. Dai, dammi una mano, mi conosci, lo sai, sono una persona fidata. Se no va a finire che vince Scapin». Un tentativo di ricevere un voto in più che però non è piaciuto al destinatario del messaggio che ha deciso di diffondere online la conversazione privata.

Così in poco tempo in molti si sono scagliati contro Tonini accusato, tra l’altro, di aver confuso le idee dell’elettore. Non sono poi mancate le richieste di ritiro della candidatura. Tonini chiede infatti di scrivere il suo nome sotto al simbolo di Gavorrano Progressista: «Se non vuoi votare il simbolo, metti solo la preferenza a me», dice.

Un suggerimento che potrebbe confondere le idee: sotto il simbolo della lista si potrà segnare fino a due preferenze, e in particolare un uomo e una donna, ma in questo modo il voto andrà automaticamente anche alla lista. Segnalando Tonini si voterebbe automaticamente anche il candidato Andrea Biondi. Dopo poche ore dalla pubblicazione della conversazione privata il candidato Biondi è intervenuto su Facebook con un post molto ironico che minimizzava l’accaduto. A corredo una foto in posa in cui il candidato sindaco finge di mollare un ceffone a Tonini. «Ieri sera ho preso subito provvedimenti con Daniele Tonini – ironizza Biondi – A parte gli scherzi, Daniele mi ha assicurato che si trattava di una provocazione e non di un tentativo di rendere un voto nullo». Una precisazione che, se da un lato ha ridimensionato l’accaduto, dall’altro ha confuso ancora di più le idee aggiungendo un ulteriore elemento alla discussione. Ovvero il voto disgiunto. Tonini con il suggerimento dato all’elettore non avrebbe infatti proposto un voto disgiunto ma semplicemente di segnare una preferenza senza mettere un segno sulla lista o sul nome del candidato. Cosa che non avrebbe reso nullo il voto. Diverso sarebbe stato se avesse suggerito di votare un simbolo di una lista segnalando il candidato di un’altra: il voto disgiunto per le elezioni amministrative nei comuni al di sotto dei 15mila abitanti, infatti, non è consentito.



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