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Un caffè con la torta per il Santo Padre
Il pontefice farà colazione in famiglia: al gruppo Il Poggetto
GROSSETO. Papa Francesco farà colazione a Nomadelfia, dopo aver pregato sulla tomba di don Zeno Saltini, il fondatore della comunità cattolica alle porte di Grosseto. Sorseggerà una tazzina di caffè e degusterà una torta fatta in casa dalle mamme del gruppo familiare “Il Poggetto”. Trapelati ieri, donano grande aspettativa persino gli ultimi dettagli della visita del Santo Padre, che questa mattina atterra alle 8. 05 al campo da calcio del borgo-tenuta.
Le mamme nomadelfe, che lo vedranno comparire sulla soglia della loro Casa comune, hanno sperato per giorni di poterlo accogliere con qualcosa preparato con le loro mani. Non era del resto scontato che potesse essere previsto che il Pontefice facesse colazione lì: da loro, in un luogo per nulla straordinario bensì abituale, della quotidianità. Francesco non le ha deluse: caffè e torta casereccia sono perfetti per la colazione di un Papa che accoglie ed è abituato ad accorciare le distanze tra lui e la gente. E a poche ore dalla visita, si è scoperto che il Santo Padre si muoverà per i vialetti del borgo-tenuta di Nomadelfia con la papa-mobile, che alle 13 di ieri non era ancora giunta da Città del Vaticano.
Il Poggetto è uno dei gruppi familiari che compongono la comunità: c’è il gruppo Rosellana, Cenacolo, Diaccialone, La Sughera... È stato scelto Il Poggetto perché è facilmente raggiungibile dal cimitero e dalla tomba di don Zeno e perché rientra nella zona off limits, quella che è inaccessibile al pubblico dei visitatori nel rispetto del protocollo per la sicurezza del Pontefice. Tutti i gruppi familiari sono strutturati nello stesso modo: ci sono le abitazioni delle (singole) famiglie e la Casa comune dove si pranza e si cena tutti insieme: è qui che il Santo Padre farà colazione e pregherà nella piccola cappella domestica (ce n’è una in ciascuna delle case comuni dei gruppi familiari). Sono luoghi arredati in maniera essenziale e funzionale alle esigenze della grande famiglia dove vivono tanti bambini, dall’intimità semplice, che piaceranno sicuramente al papa argentino.
Quando Bergoglio sarà giunto al Poggetto, avrà già pregato sulla tomba di don Zeno e sarà già passato con la papa-mobile davanti ai fedeli: almeno nel tratto che lo porterà dal campo da calcio alla tomba del fondatore. Ma tutti concordano: non è escluso qualche fuori-programma.
Tornando dal Poggetto verso la Sala Don Zeno – dove lo attende l’intera comunità dei nomadelfi più un ristretto gruppo di giornalisti, in tutto 630 persone – il Pontefice passerà di nuovo accanto ai fedeli. Nella Sala il Papa darà il suo saluto, poi 114 nomadelfi saliranno sul palco e per dieci minuti gli regaleranno uno spettacolo-danzato: poi sarà la parola di Francesco a riecheggiare nuovamente.
Ieri a Nomadelfia erano in decine ad essere impegnanti per il grande evento: i nomadelfi, i volontari, la Diocesi, le forze dell’ordine. È una macchina che si è accesa silenziosamente a febbraio – quando dal Vaticano è giunta la notizia della visita papale – e che ha lavorato sodo e con un ritmo persino armonico. Come dicono i nomadelfi: se per una qualche imperscrutabile ragione, Papa Francesco oggi non dovesse recarsi a Nomadelfia, «i frutti dell’annuncio della sua visita si sarebbero già raccolti».
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