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Scansano ricorda il tenente Gino

Scansano ricorda il tenente Gino

Anche la staffetta partigiana Licia Bianchini alla commemorazione

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SCANSANO. Il Comune di Scansano e l’Anpi provinciale ricordano domattina alle 10, al cippo della Dogana di Murci, i partigiani Tenente Gino Canzanelli e il suo attendente Giovanni Conti che persero la vita proprio lì il 7 maggio 1944 ad opera dei fascisti. E ci sarà anche una partigiana che faceva parte della banda del tenente Giono, Licia Bianchini.

Il compito di rievocare la storia dei due partigiani e di chiarire ai ragazzi delle scuole che saranno presenti, il significato di questo sacrificio e il suo messaggio attuale, è stato dato a Nedo Bianchi, oggi residente a Follonica, ma originario di Murci, insegnante, pittore e scrittore, autore del libro “Il tenente Gino e il soldato Giovanni” che si occupa da anni di ricostruire la vicenda.

Domattina, dunque, dopo il saluto del sindaco di Scansano Francesco Marchi e delle altre autorità presenti, Bianchi ricorderà i fatti.

«Come ogni anno, ne sono trascorsi 73, andremo nel sentiero di Dogana a ricordare il Tenente Gino e il suo fedele attendente Giovanni Conti – dice Bianchi –. Gli ospiti più graditi della giornata saranno i ragazzi della terza media di Scansano e i loro insegnanti. Dirò loro che, se potessimo domandare qualcosa a Gino e Giovanni, direbbero a tutti, e soprattutto ai ragazzi, di essere morti per dare ai giovani libertà e gioia. A questo punto altri potrebbero continuare con l’invito alla lotta antifascista o la presentazione di imbecilli nuvolette nere, all’orizzonte».

A questo proposito la posizione di Nedo Bianchi è chiara: «Non lo farò – dice – ma non perché l’invito a essere vigili e attenti lo ritenga irrilevante ma perché, chi solamente può garantirci la libertà anche per il futuro, è la Costituzione Italiana. Come ex insegnante inviterò i ragazzi a amare la Costituzione, la sola capace di garantire libertà e democrazia, sinonimi di civiltà e umanità. Agli studenti dico in particolare di difenderla con lo studio, perché con lo studio la libertà sia anche libertà di sognare».

Anche Gino e Giovanni avevano dei sogni, delle speranze, delle ambizioni, spiega Nedo Bianchi. «Forse Gino di diventare un grande progettista industriale – dice – Giovanni invece quello di poter trovare il coraggio di dire qualcosa a una ragazza carina che aveva visto una sera. Avrebbero voluto tornare alle loro case ma non ce la fecero, Gino dalla mamma Giustina a Milano e Giovannino dalla mamma Adele a Montemerano».

Non ce la fecero come molti altri, «tutti quelli che, come è stato detto, prepararono il giorno ma non videro l’alba. Presenterò – dice commosso Bianchi – ai ragazzi, una partigiana, l’unica rimasta, che ha conosciuto e parlato con Gino e Giovanni e cioè la signora Licia Bianchini di Marsiliana, che fu staffetta partigiana patriota e che è rimasta famosa nelle vicende della storia della resistenza provinciale, per aver militato, nel mancianese, nelle bande del tenente Gino».

L’appuntamento è domattina alle 10 al cippo della Dogana di Murci.

Fiora Bonelli



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