Il Tirreno

Grosseto

Il borgo-tenuta che ha persino azienda e scuole

“Geograficamente” parlando, Nomadelfia è un borgo-tenuta agricola che si estende per quattro chilometri quadrati di terreni donati agli inizi degli Anni’ 50da Maria Giovanna Pirelli, figlia...

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“Geograficamente” parlando, Nomadelfia è un borgo-tenuta agricola che si estende per quattro chilometri quadrati di terreni donati agli inizi degli Anni’ 50da Maria Giovanna Pirelli, figlia primogenita dell’industriale Alberto Pirelli. Ci sono la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, l’azienda agricola con il caseificio, il frantoio, la cantina, la Sala Don Zeno da 700 posti, dove Papa Francesco oggi incontra la comunità dei nomadelfi, e il cimitero dove riposa il fondatore – don Zeno Saltini – sulla cui tomba oggi si recherà il pontefice.

Nomadelfia – che significa “legge della fraternità” – è una frazione di Grosseto. Ma sono i nomadelfi, una comunità cattolica, ad aver dato il nome al luogo, e non viceversa.

Sono poco più di 300, una sessantina le famiglie originarie per lo più del Nord Italia, e l’Emilia Romagna è ben rappresentata: era modenese di Carpi, del resto, don Zeno, il sacerdote che fondò la comunità alla fine degli anni’ 40 nell’ex campo di concentramento di Fossoli – dove aveva dato una famiglia a più di 600 minori orfani – per poi ricostituirla

nel ’54 nella Maremma Grossetana.

Nomadelfia ha finanche un proprio sistema scolastico; si chiama Scuola Familiare; si può studiare fino al quinto anno delle superiori. (g. m.)

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