Il presidio
Tutti a cena da Canapone per sostenere la Casa dei pesci
Salvare lo specchio di mare davanti è facile con il crowdfunding di Eppela: via alla mostra alle Clarisse Ventiquattro blocchi di marmo sono già stati calati, con il finanziamento ne verranno installati altri 20
TALAMONE. A Talamone lo chiamano tutti Paolo il pescatore, quasi fosse uno qualsiasi di quei tanti che vivono anonimamente e solitariamente nel mare della Maremma. Eppure Paolo Fanciulli è diventato una celebrità fra gli ambientalisti, in Italia e non solo.
La sua popolarità si deve a un suo sogno, che ora grazie a una raccolta crowdfunding con Eppela, è potenzialmente alla portata di tutti: salvare quello splendido specchio di mar Tirreno che da Punta Ala guarda fino alle vette dell’Argentario.
Un mare “malato” a causa della pesca a strascico illegale fino a tre miglia dalla costa, che lui vuole combattere con l’arte. E ne ha avuti di proseliti – tra cui anche Greenpeace – da quando nel 2006 conquistò alla causa la Regione Toscana e quindi l’agenzia Arpat, facendo installare sul fondo del mare i primi blocchi di cemento. Da domani ciascuno può sostenere l’impresa: realizzare un museo sottomarino con le sculture realizzate con 24 blocchi, stavolta di marmo, donati dalle Cave di Michelangelo di Carrara al progetto della Casa dei Pesci.
Una sorta di Atlantide sottomarina con le opere di noti artisti, che avranno duplice scopo: costituire una barriera alle reti a strascico aiutando anche il ripopolamento e creando appunto una sorta di città subacquea. E nello stesso tempo evitando anche un’altra “estinzione”: quella dei pescatori rispettosi dell’ambiente.
Questo è il progetto dell’associazione Casa dei Pesci creata nel 2014 dall’amico del pescatore Ippolito Turco, a cui hanno già aderito tanti artisti: 24 blocchi di marmo scolpiti sono già stati calati sul fondale del mare, una barriera d’arte contro lo scempio dell’uomo. Ma l’obiettivo è quello di posizionarne altri 20, sempre donati dal patron della cave di Carrara, Franco Barattini. L’occasione per vedere i bozzetti di alcune future realizzazioni e di osservare le opere già realizzate e posizione in mare negli scatti del fotografo Carlo Bonazza scatta proprio domani.
È stata infatti allestita una mostra alle Clarisse di Grosseto, che resterà visitabile fino al 26 del mese, e che si inaugura con una cena di finanziamento al ristorante Canapone in piazza Dante Alighieri, dalle 20 (50 euro a persona, solo 40 posti su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni: 0564/24546). Tutto è pronto per la nuova impresa: quello che serve è finanziare il trasporto dei blocchi dalle Cave di Carrara fino a Talamone e la messa in mare. «L’operazione che vogliamo realizzare – spiega Turco – ha un carattere non solo ambientale ma soprattutto sociale. Lo hanno capito bene gli artisti che hanno abbracciato da subito la nostra idea».
Tra essi ci sono Massimo Catalani, Giorgio Butini, Massimo Lippi ed Emily Young, Ulisse Ziveri Arcozzi, il britannico John Cass, la giovane scultrice tarantina Aurora Avvantaggiato e l’austriaco Johannes Goelles, senza considerare che il progetto, sostenuto da Provincia e Comune di Grosseto, ha un indubbio risvolto turistico.
«La bellezza di questa intuizione – spiega Turco – sta nel fatto che la natura e il mare si riappropriano dei marmi, inglobandoli nell’habitat circostante. Sollecitiamo gli imprenditori del vino e del turismo maremmani che vogliono custodire una di queste sculture contribuendo al progetto a farsi avanti per poter raccontare ai loro clienti cosa loro hanno fatto per mantenere bella e viva la maremma». L’obiettivo da raggiungere è quello di raccogliere 10mila euro: ecco il link dove si possono effettuare donazioni per la Casa dei Pesci: http://www.eppela.com/lacasadeipesci.
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