Meteo
«Le previsioni indicavano un’allerta 2 non un’alluvione lampo»
«Le previsioni erano per 40-80 millimetri di pioggia totali: invece ce ne furono 180. Nel primo caso, la frequenza di ricorrenza è di 12-13 anni. Nel secondo di 500 anni». Parte così l’ingegnere...
«Le previsioni erano per 40-80 millimetri di pioggia totali: invece ce ne furono 180. Nel primo caso, la frequenza di ricorrenza è di 12-13 anni. Nel secondo di 500 anni». Parte così l’ingegnere pistoiese Claudia Lombardi, esperta di rischio idraulico, aiutandosi anche con la proiezione di slide per supportare le tesi della difesa: e cioè che «il flash flood (l’alluvione lampo, ndr) sulla valle dello Sgrilla non era previsto da un’allerta 2 di quel tipo. Non dava tempo di prendere provvedimenti. Non era prevedibile scientificamente. Non era localizzabile». Già, i tempi. Alle 16.11 i cantonieri della Provincia percorrono la strada provinciale tra Sgrilla e Sgrillozzo e riferiscono che tutto era sotto controllo. La strada 74 viene sì chiusa ma molto a monte, alle 16, a causa di una voragine isolata. Alle 16.25, quando le sorelle Carletti partono da Marsiliana, non pioveva. Alle 16.43 comunicano che sono in difficoltà. Alle 16.46 si interrompono le comunicazioni: è l’ora della morte. «La prima informativa sulla criticità della 74 alla Sgrilla arriva al sindaco alle 16.43. Chiudere è un’operazione che non si fa in un minuto». L’esperta ha riassunto anche le azioni del sindaco (dall’ispezione delle fognature alla corsa sul punto della tragedia) e quelle di Laghi, che aveva a disposizione 8 elementi e con quelli aveva chiuso tre strade a nord di Manciano: «Ha salvato delle vite umane». (p.s.)
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