Meteo
La grande Croce che illumina la notte dei maremmani
Un altro simbolo per antonomasia di Nomadelfia è la grande Croce (nella foto). È un simbolo entrato ormai nella familiarità del paesaggio dei maremmani e di chi vive nei paesi e nei borghi intorno a...
Un altro simbolo per antonomasia di Nomadelfia
è la grande Croce (nella foto).
È un simbolo entrato ormai nella familiarità del paesaggio dei maremmani e di chi vive nei paesi e nei borghi intorno a Nomadelfia perché si vede soprattutto di notte: è illuminata. Svetta dall’Aurelia ma anche dalla strada che da Grosseto porta a Siena.
«La croce simboleggia un gruppo di famiglie che desiderano vivere all’ombra del Signore – spiega Giovanni di Nomadelfia – che sperano in lui nella loro vita. Ecco perché abbiamo voluto metterla nel luogo più alto, perché nei luoghi più alti si collocano i simboli più importanti e quello che lo è per eccellenza per noi è la Croce del Signore».
La Croce spunta grandiosa da una terrazza dalla quale si vede tutta Nomadelfia: quattro chilometri quadrati di terreni, un borgo-tenuta agricola, donati agli inizi degli Anni Cinquanta da Maria Giovanna Pirelli, figlia primogenita dell’industriale Alberto Pirelli. Ci sono la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, l’azienda agricola con il caseificio, il frantoio, la cantina, i gruppi familiari la Sala Don Zeno da 700 posti dove papa Francesco incontrerà la comunità, e il cimitero dove riposa il fondatore don Zeno sulla cui tomba domani si recherà a pregare papa Francesco. (g. m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
