Il Tirreno

Grosseto

L’oculista entra nelle scuole con la Uic

di Gabriele Baldanzi

L’associazione ha promosso il progetto “Occhio ai bambini”: quasi 300 piccoli sottoposti a screening

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GROSSETO . L’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Grosseto ha promosso anche quest’anno il progetto “Occhio ai bambini”, uno screening per scoprire precocemente difficoltà visive nei bambini frequentanti la prima elementare.

Sono stati visitati dalla dottoressa Elisabetta Luschi, ortottista e assistente in oftalmologia – 143 femmine e 137 maschi per un totale di 280 bambini dal 12 febbraio al 10 aprile, nelle scuole di via Montebianco, via Sicilia, via Rovetta, via Jugoslavia, Istia e Braccagni.

I risultati dello screening sono stati resi noti proprio ieri dall’Uici.

In circa il 10% dei bambini osservati è stata individuata una motilità oculare alterata, che può causare anche difficoltà nell’apprendimento della lettura e della scrittura. Il 12% dei bambini già indossava un paio di occhiali. È stato rilevato un visus di 9/10 in ambo gli occhi riscontrato in 16 bambini; 8/10 in ambo gli occhi riscontrato in 4 bambini; 7/10 in ambo gli occhi riscontrato in 6 bambini. Sei bambini avevano una differenza di visus tra un occhio e l’altro di 2-3/10 e quattro bambini di 6-7/10.

Il 19% dei bambini è risultato ortoforico (senza strabismo né per lontano, né per vicino), il 74% exoforico (con uno strabismo latente divergente, solitamente fisiologico) ed il 3% esoforico (con strabismo latente convergente). In 12 bambini è stato riscontrato uno strabismo divergente marcato, con sintomi di affaticamento visivo da correggere subito. Addirittura a un bambino su quattro sono stati consigliati ulteriori accertamenti (visita oculistica e/o valutazione ortottica).

«Come Uici – spiega il presidente Ivo Massai – promuoviamo da sempre la causa della prevenzione dei disturbi oculari e soprattutto quando si tratta di bambini, nei quali un intervento precoce è fondamentale, siamo molto determinati. È importante, infatti, risolvere in tempo il problema di tipo visivo, senza che questo comporti un eventuale deficit più grave in futuro. Come associazione siamo davvero soddisfatti delle adesioni ricevute da parte delle scuole e dei genitori, che hanno dato il proprio consenso ai controlli, nella speranza che nei prossimi anni questa attività abbia un riscontro sempre maggiore».

Importante è stato il ruolo della dottoressa Elisabetta Luschi e dei volontari, che hanno contribuito al progetto facendo in modo che i bambini sottoposti a visita vivessero un’esperienza positiva, assolutamente non invasiva e non traumatica.

Le visite sono state effettuate con competenza, anche sotto forma di gioco. Così è stato possibile visitare anche bambini stranieri, che non hanno ancora una piena conoscenza dell’italiano.

«Visto il riscontro particolarmente positivo dell’iniziativa – conclude il presidente Massai – siamo pronti a riproporla anche per il prossimo anno scolastico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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