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I falchi pescatori fanno il nido in Maremma

Gabriele Baldanzi
Un bellissimo esemplare di falco pescatore (foto d'archivio)
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Un bellissimo esemplare di falco pescatore (foto d'archivio)

Cinque piccoli stanno crescendo alla Diaccia Botrona e ad Alberese: il progetto ha funzionato

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GROSSETO. Anche questa primavera, in Maremma, hanno nidificato diverse coppie di falco pescatore.

Da settimane due nidi vengono monitorati (con telecamera) nella Diaccia Botrona (quattro i pulcini), a Castiglione della Pescaia; un terzo si trova invece nel parco regionale della Maremma (un pulcino), sempre nella zona palustre. Ma tra gli addetti ai lavori si parla anche di una quarta nidificazione. Non confermata. In totale, al momento, stanno crescendo cinque falchetti, un trend in linea con gli ultimi anni.

Dal punto di vista scientifico e conservazionistico si tratta di un risultato enorme. Sette anni fa, dopo quasi mezzo secolo, una coppia di falco pescatore ha di nuovo nidificato sul suolo italiano.

Lo ha fatto ad Alberese, vicino alla foce del fiume Ombrone, in un’area palustre. Le uova di questo spettacolare rapace si erano schiuse per l’ultima volta – in natura – nel 1969, in nidi collocati sulle coste sarde e siciliane. In Toscana l’ultima nidificazione documentata era ancora più indietro nel tempo: 1929, isola di Montecristo. Riferimenti temporali che rendono l’idea dell’eccezionalità di ciò che sta accadendo in Maremma. Gran parte del merito è del Parco regionale della Maremma.

Quando nel 2002 partì questa avventura era impossibile predire se, quando e con quali modalità il risultato sarebbe stato centrato, anche in funzione dell’accresciuta presenza di fonti di disturbo e di minaccia lungo le rotte di spostamento. Oggi, 16 anni dopo, si può dire che il progetto è riuscito.

Le ultime notizie che arrivano da Alberese e dalla Diaccia Botrona confermano che sulla costa maremmana sta avvenendo una lenta ricolonizzazione di questi rapaci. L’obiettivo del progetto era proprio quello di ricostituire una popolazione nidificante di falco pescatore. Nel 2006 si sono avuti i primi trasferimenti di giovani individui prelevati dai nidi della Corsica, a 5-6 settimane d’età. Ora si raccolgono i frutti. Tutto iniziò da un viaggio nella Corsica occidentale degli allora vertici del Parco. Qui i siti idonei per la nidificazione del falco pescatore erano ormai arrivati a saturazione, con la popolazione locale giunta al suo limite massimo di espansione. Si pensò quindi a un progetto di lungo periodo per riportare in Italia questa specie come nidificante, iniziando proprio dalla Maremma.


 

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