Il presidio
È stato un aprile con un caldo da record
Il 20 la temperatura più alta di sempre: 29.4 gradi. Lamma: «L’anomalia ha riguardato una sequenza di giornate»
GROSSETO. Il 2018 in Maremma si conferma un anno pazzerello. Caldo a gennaio, freddo nella seconda parte di febbraio, marzo con minime da record. Di nuovo molto caldo ad aprile. E proprio venerdì 20 aprile è stato stabilito un record che entra negli annali metereologici: il termometro di Grosseto Aeroporto, con 29.4 gradi, ha fatto registrare la temperatura più alta di sempre nel mese di aprile in Maremma.
Lo certifica il Lamma, con una serie di report che riassumono la situazione climatica in Toscana, sottolineando gli estremi e le tendenze. Aprile è stato eccezionalmente caldo, tanto da risultare il secondo più caldo dal 1955 (con solo un decimo di grado in meno rispetto al 2007). Era già accaduto a gennaio che tutte le stazioni meteorologiche ufficiali dell’area cittadina e della provincia rilevassero valori di temperatura dell’aria particolarmente elevati: Grosseto sfiorò addirittura i venti gradi (19,2 il 7 gennaio e 19,7 l’8 gennaio), con le minime che per diversi giorno non scesero mai sotto i 13°. Ad aprile ancora caldo ben oltre le medie stagionali, con un vero e proprio assaggio di estate, poi purtroppo smorzato dalle perturbazioni degli ultimi giorni.
A Roberto Costantini, responsabile della sede grossetana del Lamma e del Cnr-Ibimet, abbiamo chiesto il solito commento: «Lamma compie per ogni decade di mese valutazioni oggettive – spiega Costantini – sulla base dei termometri storici, cioè quelli che da più anni registrano le temperature a Grosseto, prendendo quindi come riferimento sia una stazione urbana (che può risentire dell’effetto “isola di calore” dovuto alla città stessa), sia una esterna come Grosseto Aeroporto. Ad aprile, osservando i dati, notiamo effettivamente valori estremi nel confronto con il passato. E l’anomalia non è solo in una giornata, cioè un valore estremo, quanto nella sequenza di giornate eccezionalmente calde e nell’inevitabile confronto con i valori medi, ossia il valore climatologico del mese di aprile, che viene calcolato, secondo i dettami dell’Organizzazione mondiale della meteorologia, sulla base dei valori misurati nel trentennio 1961-1990. E allora scopriamo che la temperatura massima media del mese di aprile è stata di 22,4 per la stazione di Grosseto Città, mentre la temperatura minima media è di 11,4 gradi».
L’anomalia di temperatura (rispetto al trentennio 1981-2010) si attesta a Grosseto su +2, 8 gradi nei valori di temperatura media, mentre quella relativa ai valori massimi segna addirittura un + 3,3. Ma è stato soprattutto nella terza decade del mese che i valori di temperatura sono stati molto più alti del normale, in linea con la seconda decade di giugno. Riguardo alle precipitazioni, ad aprile risultano sotto la media del periodo, con –2.5 giorni piovosi e un –25 % di pioggia cumulata, sempre rispetto alla climatologia 1981-2010. Dall’inizio dell’anno, tuttavia, Grosseto fa ancora registrare un +46% di surplus di pioggia. E l’innalzamento delle temperature ha inevitabili conseguenze in agricoltura.
In Maremma lo confermano le associazioni degli imprenditori agricoli: «Il freddo violento di marzo – spiega il neopresidente della Cia, Claudio Capecchi – ha danneggiato gli ulivi, in collina. Bene la pioggia, ma nell’insieme gli sbalzi atmosferici di questo 2018, gli estremi opposti registrati a marzo e ad aprile, ci preoccupano, perché sono sempre più frequenti. Una iattura per l’agricoltura tradizionale. Per esempio l’insolito tepore della seconda quindicina di aprile ha prima attivato le coltivazioni, poi sono arrivati i temporali violenti e improvvisi, manifestatisi anche con grandine che ha colpito a macchia di leopardo la nostra provincia. Da adesso in poi ne risentiranno le viti, la frutta e la verdura, il mais e l’erba medica. Ricordo che l’agricoltura italiana negli ultimi dieci anni ha subito danni per oltre 15 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo».
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