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«Quella strada serve alle imprese»
Camporesi chiede l’aiuto dei privati. Il sindaco: «Solo spesa pubblica»
ARCIDOSSO. Botta e risposta fra capogruppo di minoranza di Arcidosso Camporesi e sindaco Marini per la strada in zona artigianale. «Intervengano anche i privati», dice il capogruppo di minoranza lista Insieme per Arcidosso, Pier paolo Camporesi. «Gli investimenti infrastrutturali devono essere a carico del pubblico perché a servizio della comunità» replica il sindaco Jacopo Marini. «Il piano triennale delle opere urbanistiche previste dall’attuale Amministrazione comunale di Arcidosso per l’anno 2018, comprende anche la costruzione della strada nella zona artigianale per un importo di 180.000 euro a totale carico dell’Amministrazione comunale. La realizzazione di questa opera urbanistica è di primaria importanza anche per noi del gruppo di minoranza “Insieme per Arcidosso”». Così attacca Camporesi che rifacendo la storia di quella strada mai realizzata, spiega: «Si andrebbe ad ultimare un progetto risalente a circa 30 anni fa, epoca in cui scelte scarsamente lungimiranti degli amministratori di allora avevano visto costruire capannoni artigianali in un’area di grande rilievo paesaggistico e ambientale, ottimale per lo sviluppo urbanistico del capoluogo, ma priva di una strada idonea di collegamento. La precedente giunta Landi, dopo vari tentativi, era riuscita, con una convenzione del 30 marzo 2012, a stabilire una base d’accordo tra i soggetti interessati: il proprietario del terreno che veniva urbanizzato, contribuendo a migliorare anche da un punto di vista estetico l’accesso al paese e i proprietari delle aziende presenti nell’area. Vi si stabiliva che gli stessi avrebbero contribuito a sostenere le spese della strada già tracciata, in cambio il loro lavoro sarebbe stato agevolato e il patrimonio immobiliare e commerciale valorizzato. Invitiamo dunque il sindaco Marini e la sua giunta a considerare la convenzione di cui sopra, per evitare che le spese di questa opera da realizzare, ricadano su tutti i cittadini», chiude Camporesi.
Ma Marini non è d’accordo: «La nostra scelta – spiega – parte dalla considerazione che l’opera è di interesse pubblico e finalmente siamo giunti a realizzarla con un contributo di Cosvig. Crediamo che questo possa creare opportunità di sviluppo di un’area dove ultimamente, ad esempio, è andata a impiantarsi l’impresa Fanelli che costruisce componenti sofisticati di alta tecnologia e dove ci auguriamo che prossimamente altre imprese vadano a occupare i capannoni. Secondo la nostra filosofia, alle imprese spetta fare investimenti nella propria azienda in innovazione per incrementare il proprio fatturato e la produzione, ma il pubblico si deve far carico degli investimenti infrastrutturali indispensabili per il decollo di un’area artigianale come la nostra. Quella strada è basilare per l’area artigianale. Camporesi, al tempo del suo assessorato, non riuscì a realizzarla. Noi la stiamo mettendo a gara e sarà tutta a nostro carico. Le imprese vanno incentivate e non gravate di oneri ulteriori». (f. b.)
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