Il presidio
La targa per ricordare il cane-eroe
Il generale Fabbri alla commemorazione: Jimmy era stato addestrato dai militari del Cemivet
GROSSETO. Jimmy era un soldato. Era un militare a quattro zampe, un cane che fiutava gli esplosi addestrato al Cemivet e che è morto proprio durante una missione. Jimmy era un soldato e come tale si è meritato una targa al comando del Settore ovest dell’Unifil, la forza internazionale dell’Onu al confine con Israele.
Il generale Paolo Fabbri, comandante del Settore ovest a guida Brigata alpina Julia, ha presenziato alla cerimonia, organizzata dai caschi blu del Combat Support Battalion presso l’area dell’unità cinofila dell’esercito nella base di Shama.
Una cerimonia per ricordare il pastore belga Malinois, che aveva all’attivo diverse missioni all’estero tra cui Afghanistan, Kosovo e Libano.
Jimmy era morto all’improvviso: con il suo conduttore, un militare pistoiese dal quale non si allontanava mai, stava controllando le auto civili all’ingresso della base. Il suo compagno si è accorto subito che il cane stava male: aveva cominciato a respirare con fatica. La corsa dal veterinario è stata però inutile: Jimmy è morto durante l’ultima missione che avrebbe fatto nella sua vita. Dopo pochi giorni infatti, il pastore belga Malinois sarebbe andato in pensione.
La scomparsa di uno di questi “militari a quattro zampe” determina sempre un vuoto nel contingente in cui era inserito: viene a mancare la loro preziosa e insostituibile opera, quel fiuto che contribuisce, se non proprio ad essere assoluto, nel garantire la sicurezza e l’incolumità dei propri commilitoni umani. Da qui l’iniziativa dell’unità cinofila dell’Esercito presente a Shama di intitolare la loro area al militare a quattro zampe e di donare una targa in ricordo di Jimmy e del suo prezioso e insostituibile contributo nel proteggere la vita dei soldati italiani all’estero. Il Generale Fabbri rendendo omaggio al quadrupede ha ricordato il ruolo fondamentale e indispensabile dei cani nel garantire la sicurezza del personale militare in missione soprattutto per le loro capacità di individuazione di mine ed ordigni esplosivi improvvisati piazzati nelle aree a rischio dove i soldati italiani si trovano ad operare.
Il ruolo e le capacità che i quadrupedi garantiscono nel corso delle operazioni all’estero sono il frutto di un lungo percorso di addestramento che si svolge al Centro Militare Veterinario dell’Esercito a Grosseto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
