Il Tirreno

Grosseto

Stop alle gabbie, mea culpa dell’assessore

di Andrea Capitani

Porto Ercole, Remaschi spiega i retroscena del fermo: «In Regione non del tutto in regola con alcune autorizzazioni»

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PORTO ERCOLE. Gabbie per i predatori bloccate, «ma presto torneranno attive». L’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi interviene sulle trappole per i canidi installate nei pressi del centro abitato di Porto Ercole (Monte Argentario), chiuse nei giorni scorsi dalla Regione per mancanza di alcuni permessi.

Nei precedenti dieci giorni in cui le gabbie venivano innescate con la carne erano gli organi di polizia municipale, assieme all’associazione La Racchetta, ad occuparsi di renderle operative, aprendole la notte e richiudendole la mattina seguente. La Regione però, di concerto con la Provincia, ha deciso che a breve saranno gli agenti della polizia provinciale a occuparsi delle operazioni.

«Mi prendo la responsabilità del fermo che c’è stato in questi giorni – spiega Remaschi –. Probabilmente in Regione non eravamo totalmente in regola con alcune tipologie di autorizzazione. L’importante però è che venga riattivato il trappolaggio il prima possibile, d’intesa con le altre istituzioni».

Per questo, spiega l’assessore, «abbiamo immediatamente richiesto le autorizzazioni a Ministero e Ispra, da quanto mi dicono gli uffici a breve potremo riprendere. In precedenza c’era un’ordinanza arrivata a metà marzo in cui avevamo dato il controllo delle gabbie agli agenti municipali e, prima di metterle in funzione, abbiamo aspettato qualche giorno per far perdere un po’ l’aspetto olfattivo umano».

E adesso? «Verranno mantenute le fototrappole – aggiunge – e saranno riattivate per la cattura dei predatori. Stiamo cercando di gestire questa cosa con grande equilibrio senza sottovalutare niente. Originariamente il controllo era garantito dagli organi comunali, adesso sarà ripristinato dalla polizia provinciale. Gli aspetti delle competenze ci hanno creato qualche problema».

Ma cosa succederà in seguito? «Se dovesse verificarsi la cattura di un ibrido – aggiunge Remaschi – si può pensare di proseguire anche dopo la scadenza, altrimenti saranno fatte delle valutazioni anche con i Carabineri Forestali e la Prefettura. Gli ibridi, qualora catturati, sarebbero sterilizzati e messi in cattività, mentre i lupi sarebbero liberati nelle zone più consone e non in Feniglia. Rimane anche il fatto che ci sono le foto-trappole posizionate e, alla data del 30 aprile, sono state visionate e sono stati visti alcuni animali di passaggio, come cani, gatti, cinghiali e volpi, ma nessun lupo o canide. L’aspetto che deriva dall’ultima riforma è che la polizia provinciale, che ha sempre le competenze sulla vigilanza che viene attribuita dalla norma nazionale, aveva in questa istanza cercato un contatto con il Comune per un rapporto di collaborazione. Forse un po’ di tempo è stato perso dalla Regione per le autorizzazioni».

Un problema che però nasce a monte, «dalle segnalazioni e i video degli avvistamenti in una zona particolarmente frequentata a livello turistico. I lupi in Feniglia ci sono – conclude Remaschi – questo lo sappiamo, noi siamo attivi per cercare di evitare che non succeda nulla di spiacevole».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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