Il Tirreno

Grosseto

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Quattro idee per la città

di Francesca Ferri
Quattro idee per la città

Ecco le “finaliste” tra le proposte di Cap 58100. Ora la parola passa a voi

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GROSSETO. Un locale abbandonato da affidare alla creatività dei giovani; una ruota panoramica nel cuore del centro storico; un bar che sia luogo di aggregazione e di studio per gli studenti; un evento artistico a cadenza annuale che rilanci un parco d’arte oggi abbandonato. Il poker è calato, la prossima mano la gioca la città.

Tra la valanga di proposte, idee e progetti emersi in quattro mesi di incontri del ciclo Cap58100 - Piazze N(u)ove su come “riconquistare” in modo partecipato otto spazi cittadini, ecco i quattro progetti “finalisti”. Su questi la città è adesso chiamata a confrontarsi per individuare quello su cui puntare perché sia concretamente realizzato.

Il vaglio è stato affidato, giovedì pomeriggio nella sala conferenze di Clarisse Arte, ai partecipanti di Cap 58100, il cantiere di arte pubblica di Clarisse Arte (Fondazione Grosseto cultura), che quest’anno ha sostituito il corso di arte contemporanea di Clarisse Arte e che, con la co-organizzazione del Tirreno e con il supporto del centro commerciale Aurelia Antica, si è occupato di otto luoghi della città bisognosi di recupero.

Corsisti, esperti, architetti, ingegneri, artisti, ospiti, insieme al direttore di Clarisse Arte, il critico d’arte Mauro Papa, ideatore del corso, si sono riuniti intorno a un tavolo. Qui hanno passato in rassegna i progetti, usando non solo il metro del gradimento, ma anche quello dell’utilità e, non meno importante, della concreta fattibilità. Perché se finora si è sognato, ora il laboratorio si prepara alla seconda fase: dare gambe al progetto.

Gli otto luoghi cittadini che Cap 58100 - Piazze N(u)ove ha esaminato negli incontri bisettimanali da metà gennaio ad aprile sono: piazza Indipendenza e piazza San Francesco, piazza Pacciardi (o della Palma), piazza Fratelli Rosselli (o della Vasca), piazza Nassiriya, il Bastione della Rimembranza, il centro commerciale Aurelia Antica, la Cittadella dello studente, il Boschetto degli artisti.

Di questi, quattro sono stati ritenuti i più fattibili: la ruota panoramica da installare in piazza San Francesco; l’affidamento del locale di proprietà della Provincia, sempre in piazza San Francesco, ai giovani che gravitano nella comunità hip hop grossetana; la realizzazione di un bar con uno spazio studio alla Cittadella dello studente; l’organizzazione di un evento a cadenza annuale al Boschetto degli Artisti che crei un “rito” (per il dettaglio dei progetti vedi gli altri articoli in pagina).

Ma cosa ha convinto a puntare su questi progetti?

L’ingegnera Ginestra Sgherri ha sottolineato come il problema che Cap58100 si è trovato ad affrontare è stato più di tipo sociologico che non semplicemente architettonico e urbanistico. Nasce forse qui il consenso che quasi tutti gli interlocutori hanno dimostrato verso i progetti realizzabili non attraverso “cantieri” ma soprattutto attraverso persone. La stessa Sgherri ha suggerito di concentrarsi sulla ruota panoramica e sul locale da affidare ai giovani.

Punta sui giovani e sulla loro capacità di risollevare le sorti di piazza San Francesco anche Maria Pia Vecchi del Fai e dell’associazione Amici del centro storico, che ha suggerito di ispirarsi al modello del centro culturale Altinate San Gaetano di Padova, uno spazio multiservizi in parte vissuto anche in autogestione.

Sulla stessa linea l’architetta Luana Barbato, intervenuta in rappresentanza dell’Ordine degli architetti, che si è detta affascinata dal progetto di un locale alla Cittadella dello studente, insieme a quello per riqualificare piazza della Palma.

Ed è sempre in questo solco che si inserisce la proposta accarezzata da Mauro Papa per riqualificare il Boschetto degli Artisti. L’artista Irma Alonzo, ideatrice del parco oggi abbandonato, per proteggere le opere ha suggerito una recinzione e il biglietto d’ingresso, oltre al coinvolgimento delle associazioni, rammaricandosi di essersi ritrovata sola, negli anni Novanta, nella progettazione, senza il supporto di specialisti quali un architetto del paesaggio e un ingegnere e, non meno importante, senza un adeguato ascolto da parte delle amministrazioni.

Da qui Papa ha ipotizzato che la ricetta vincente possa essere non quella di fare anticamera dagli assessori, ma di creare un evento che ogni anno faccia del Boschetto un luogo dove convogliare artisti e interesse della comunità. Sempre per il Boschetto l’ingegnera Livia Fusilli ha suggerito una più capillare sensibilizzazione della collettività.

È piaciuta anche l’idea di ruota panoramica. L’architetto Giancarlo Tesei, inizialmente critico, si è ricreduto, e anche Franco Minucci approva, ma suggerisce di realizzarla in piazza Nassiriya.

E adesso? Cap 58100 - Piazze N(u)ove non si chiude ma anzi si allarga e si trasferisce in un’altra “piazza”, quella che storicamente è punto di incontro di riflessioni e scambio di opinioni dei cittadini: il quotidiano. Il Tirreno dedicherà a Piazze N(u)ove una rubrica che darà a tutti la possibilità di esprimersi su questi quattro progetti.

Ne parleremo con esperti, amministratori, giovani e con voi tutti. I contributi vanno inviati all’indirizzo email grosseto.it@iltirreno.it o per posta a Il Tirreno, via Oberdan 5, 58100 Grosseto.

Il 16 giugno alle 21 in piazza Dante, in occasione della Notte Bianca della Città Visibile, si terrà l’incontro finale, aperto a tutti. Il salotto migliore per tirare le somme di questo progetto, nonché la logica conclusione del percorso iniziato a gennaio, visto che la Città Visibile è la manifestazione per eccellenza della partecipazione.

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