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Cgil ai ferri corti con l’Asl «Aspettiamo ancora risposte»
GROSSETO. Le questioni erano state poste sul tavolo della trattativa ed erano state richieste dai sindacati alla direzione dell’Asl. Ma le risposte non erano arrivate, almeno fino a due giorni fa,...
GROSSETO. Le questioni erano state poste sul tavolo della trattativa ed erano state richieste dai sindacati alla direzione dell’Asl. Ma le risposte non erano arrivate, almeno fino a due giorni fa, quando l’Azienda Usl Sud Est ha deciso di inviare una nota per spiegare quanto fatto sul fronte del personale. Un atteggiamento, questo, che è piaciuto poco ai sindacalisti della Funzione pubblica Cgil che hanno deciso di intervenire di nuovo sulle questioni già sollevate.
«Apprendiamo con soddisfazione che l’Azienda Usl Sud Est Toscana risponda, quantomeno a mezzo stampa, ma solo parzialmente, a richieste più volte fatte da questa organizzazione - dice infatti Marco Vitelli - Con amarezza invece notiamo che la mancanza di confronto con le organizzazioni sindacali è provata dalla modalità appena descritta, dal momento che la richiesta sul fabbisogno di personale e dotazioni organiche risale al 13 febbraio 2018, più volte reiterata, sulla quale non abbiamo mai avuto risposta».
Una vicenda, quella della richiesta di personale e di dotazione dell’organico dell’Azienda sanitaria, che i sindacati hanno sempre messo sul tavolo.
«È utile infatti sottolineare che la delibera cui si fa riferimento relativa all’assunzione di 82 unità a tempo indeterminato tra infermieri, ostetriche ed oss è stata emessa, senza che nulla fosse stato a noi comunicato, proprio lo stesso giorno in cui abbiamo pubblicamente sollevato le mancanze a numerose tematiche poste: proprio il 3 maggio - aggiunge ancora Vitelli - Merita ancora un accenno il fatto che continuiamo a non avere risposte certe sull’utilizzo delle graduatorie di mobilità, dove e quando collocare i lavoratori, mentre genericamente viene annunciato che saranno effettuati bandi di mobilità interaziendali».
E anche sui ritardi con i quali l’accordo sarebbe entrato in vigore, la funzione pubblica Cgil puntualizza: «Ricordiamo ancora al direttore del dipartimento Risorse Umane, Dario Rosini, che il non rispetto della decorrenza di un accordo a causa di non meglio specificati “inevitabili tempi tecnici” dovrebbe essere quantomeno condivisa o comunicata alle organizzazioni firmatarie dell’accordo, e non essere appresa dai lavoratori - spiega - Contiamo poi che per tutte le altre questioni aperte come ad esempio il ricorso al precariato ed alle esternalizzazioni, l’Azienda voglia darci delle risposte. Ad oggi continuiamo a constatare una modalità relazionale dell’azienda che nei fatti, e quanto sopra lo dimostra, snatura il concetto di corrette relazioni sindacali».
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