Il presidio
«Siamo ricorsi ad autobotti e a fonti alternative»
GROSSETO. «Il 2017 è stato un anno caratterizzato da impervietà climatiche che hanno fatto sentire il loro peso sulla gestione - commenta il presidente di Acquedotto del Fiora Emilio Landi - in...
GROSSETO. «Il 2017 è stato un anno caratterizzato da impervietà climatiche che hanno fatto sentire il loro peso sulla gestione - commenta il presidente di Acquedotto del Fiora Emilio Landi - in particolare la siccità ha inciso in maniera rilevante sia dal punto di vista operativo che economico, specialmente nel periodo estivo, quando il territorio conta elevato numero di presenze turistiche. I sistemi idrici, infatti, non hanno consentito di sopperire alla riduzione della risorsa e abbiamo dovuto attivare fonti alternative, ricorrendo al rifornimento dei serbatoi con autobotti, attivato in alcune località da maggio fino a dicembre. Nelle zone di fondovalle e di pianura, alla riduzione delle portate dalle sorgive, è corrisposto l’aumento del prelievo dai pozzi, determinando così un aumento dei consumi energetici».
«Alla crisi idrica, tuttavia - aggiunge il presidente - si è cercato di rispondere anche in modo attivo con un’intensa attività di ricerca e riduzione delle perdite, finalizzata a ridurre il fabbisogno complessivo della rete, applicando un metodo innovativo basato sull’elaborazione dei dati raccolti dai satelliti. Contemporaneamente, si è provveduto al controllo delle pressioni e delle portate minime notturne». (g.b.)
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