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Grosseto

approvato il bilancio 2017 

Fiora, utili per 7 milioni nonostante la siccità

Fiora, utili per 7 milioni nonostante la siccità

GROSSETO . Nonostante il 2017 sia stato nella Toscana meridionale l’anno più siccitoso dell’ultimo secolo, Acquedotto del Fiora, ieri, ha chiuso il bilancio di esercizio con un utile di oltre 7...

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GROSSETO . Nonostante il 2017 sia stato nella Toscana meridionale l’anno più siccitoso dell’ultimo secolo, Acquedotto del Fiora, ieri, ha chiuso il bilancio di esercizio con un utile di oltre 7 milioni (in calo rispetto ai nove di un paio d’anni fa), che l’assemblea dei soci ha deciso di destinare per 5,2 milioni di euro a riserva straordinaria per rafforzare la solidità aziendale e per i rimanenti 2 milioni a dividendi, che i Comuni soci utilizzeranno (o meglio, polverizzeranno) per incrementare la propria capacità di spesa.

Una scelta che non convince tutti. La gestione aziendale del presidente Emilio Landi si conferma in linea con le aspettative del socio privato e, tutto sommato, lascia soddisfatti anche i Comuni. Un po’ meno i cittadini – va detto – visto che in Maremma le tariffe sono tra le più alte d’Italia e non esiste all’oggi un piano per realizzare un’opera di prospettiva, leggi un invaso. Nel Senese, per esempio, si sta realizzando un tubone che dalla diga di Montedoglio porterà l’acqua prima a Rapolano e poi nella città del Palio. Nel 2017 il gestore ha realizzato investimenti per oltre 27,5 milioni di euro, pari a oltre 68 euro per abitante residente.

A questi numeri vanno collegate le tariffe alte. Si tratta infatti di un importo di entità ben superiore media nazionale – come viene sottolineato nella relazione del consiglio di amministrazione – con l’ammontare complessivo degli investimenti che si lega per il 70 per cento alle manutenzioni straordinarie su reti e impianti, il restante 30 per cento è riferito a nuove opere e in particolare all’adeguamento della copertura del servizio di depurazione per rispettare la scadenza prevista dalle normative.

I maggiori investimenti si rilevano sul settore acquedotto, dove sono stati eseguiti numerosi potenziamenti per migliorare la capacità di trasporto delle condotte e la relativa regolazione, e numerose bonifiche di rete per ridurre le perdite. La posizione finanziaria netta si è attestata intorno ai 117,7 milioni di euro, i ricavi sono stati 106, 4 milioni – stabili rispetto al 2016 – mentre l’utile, come detto, è stato di 7, 2 milioni. Da segnalare anche l’indice di soddisfazione dell’utenza all’87,5%, che evidenzia la buona qualità del servizio tecnico e commerciale erogato da Acquedotto del Fiora.

Eppure la gestione operativa 2017 non è stata semplice: alla già citata siccità si è aggiunta per il gestore la progressiva difficoltà di smaltimento dei fanghi provenienti dalla depurazione, per le restrizioni normative imposte dalla Regione Toscana, che ne impediscono adesso lo spandimento in agricoltura. Questo ha comportato la necessità di conferire maggiori quantitativi in discarica, con il conseguente aumento dei costi. Per il futuro – si legge ancora nella relazione allegata al bilancio – il tema ambientale, il risparmio della risorsa idrica e la sua depurazione saranno i temi che guideranno la programmazione degli investimenti, venendo incontro al turismo e alla connessa accoglienza. Infine un paio di spigolature, di curiosità, la prima da collegare al clima: supera il milione e mezzo nel 2017 la spesa in più per autobotti.

Veleno in coda. Nel confronto con gli ultimi bilanci risultano stabili i ricavi, gli utili in calo, con i cittadini che consumano meno acqua rispetto al passato. Cosa vuol dire? Che il Fiora ha ricavi garantiti: se anche consumi meno, la bollettazione complessiva non muta.

Gabriele Baldanzi

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