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Meno morti di tumore e infarto, «migliorato il servizio emergenza»
I tempi di intervento del 118 sono diminuiti del 10% Entro fine anno l’inaugurazione del nuovo ospedale
GROSSETO. Il nuovo ospedale sarà inaugurato entro la fine dell’anno: costa 65 milioni di euro e avrà 120 posti letto: in questa nuova ala saranno trasferite le chirurgie, il reparto di anestesia e rianimazione, la cardiologia e l’emodinamica. È solo una tessera del puzzle la nuova struttura del Misericordia che sarà inaugurata tra poco più di sei mesi. «Perché di cambiamenti ne abbiamo fatti tanti da quando è partito l’accorpamento delle tre Asl - spiega il direttore generale Enrico Desideri - e nonostante qualche problema, la situazione complessiva, per quanto riguarda l’organizzazione e di conseguenza le prestazioni che possiamo erogare, è migliorata». A parlare sono i dati, che confermano come a Grosseto si muore meno di tumore e anche la sopravvivenza all’infarto - ad esempio - è aumentata grazie alla riorganizzazione del servizio di emergenza urgenza. «Perché i tempi di intervento - aggiunge Desideri - sono diminuiti del 10% rispetto a prima. Non è importante dove sia posizionato il telefono di chi gestisce questo servizio, se a Grosseto, a Siena o ad Arezzo. Quello che per noi è fondamentale è il risultato: oggi si muore meno di infarto e si muore anche meno di tumore, segno che il servizio funziona».
Sono tanti gli obiettivi raggiunti dall’Usl Sud-Est e sono tanti quelli centrati proprio a Grosseto, spesso considerata la Cenerentola tra le tre aziende. «Gli interventi chirurgici sono aumentati negli ultimi tre anni - aggiunge Desideri - e sono aumentati anche quelli effettuati con la robotica che sono arrivati a 400 nell’ultimo anno. Era questo l’obiettivo che ci eravamo dati, ed è questo quello che abbiamo raggiunto». Più interventi chirurgici, meno giorni di ricovero. «Di conseguenza - aggiunge Desideri - la polemica sulla diminuzione dei posti letto diventa sterile: i reparti, negli ultimi tre anni, non sono mai andati in sofferenza. Ci sono stati momenti nei quali le difficoltà si sono presentate al pronto soccorso, di solito quando ci sono ponti lunghi, per Natale e per Ferragosto, ad esempio, quando i medici di famiglia sono in ferie. Ma se la rete dell’assistenza territoriale funziona, anche questo problema può essere superato senza che lasci alcuna conseguenza sui pazienti. Ogni 100 posti letto al Misericordia, 14 sono vuoti». E lo stesso, guardando i dati dell’Asl, succede anche negli altri ospedali della provincia. «C’è poi da dire - aggiunge il direttore sanitario Simona Dei - che oggi alcuni interventi chirurgici per i quali prima era necessario il ricovero, vengono fatti in day surgery». Con lo spostamento dell’intensità di cura nella nuova ala dell’ospedale, alcuni ambulatori che oggi sono al dipartimento di via don Minzoni. «In quello spazio - dice Fabrizio Boldrini, presidente del Coeso - vorremmo ospitare i medici di medicina generale, andando incontro così a quelle fasce di popolazione che ha più necessità di quel tipo di interventi». Anche sul fronte del personale, l’Asl si è mossa negli ultimi anni: i contratti dei precari sono stati quasi tutti stabilizzati. «Negli ospedali della provincia - dice ancora Dei - abbiamo avviato una sorta di mobilità interna tale per cui se a Orbetello, per esempio, un chirurgo è andato via, chiediamo che sia uno di Grosseto a operare là un paio di volte alla settimana. Questa mobilità permette di far lavorare medici che hanno grande esperienza anche in ospedali più piccoli». Anche perché sembra essere diventato difficile trovare specialisti disposti a lavorare in centri troppo periferici. «Con la mobilità interna - aggiunge - il servizio può solo migliorare».
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