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Il cinipide torna a colpire Castagneti ko sull’Amiata
In alcune zone a Castel del Piano e Arcidosso foglie arricciate che cadono Lo sfogo di un castanicoltore: «Situazione tremenda, prevedo zero raccolto»
CASTEL DEL PIANO. Il cinipide battuto? Pare proprio di no. Nulla, sull’Amiata, pare bloccare l’avanzata dell’insetto cinese, flagello dei castagni: né i lanci di torymus, l’insetto antagonista, né le cure e le potature. Per lo meno in alcune zone. Appena spuntate, le foglioline dei castagni a valle della strada che sale in montagna, zona Bimboli, o nei castagneti delle Piane, appaiono piene di galle che le fanno accartocciare. Una volta arricciate, si seccano e cadono.
«Quest’anno – commenta Rosildo Seri – un castanicoltore di Castel del Piano – la situazione è tremenda. Per lo meno nel mio appezzamento e in quelli confinanti con me. Gli alberi non tirano fuori una foglia che non sia già infestata dal cinipide. I castagni, indeboliti anche per altre malattie, ormai non ce la fanno più e si seccano».
Seri spiega di aver fatto lanci del torymus per due o tre volte, «ma – dice – si vede che non c’è nulla da fare. In confronto all’anno scorso la situazione per lo meno nel mio appezzamento è alquanto peggiorata. Peccato, perché il già magro raccolto del 2017 stavolta sarà azzerato».
Anche in altre zone della montagna, oltre quella indicata da Seri, la situazione è drammatica, come alle Piane, al confine fra Arcidosso e Castel del Piano. In particolare nella zona sopra i Bagnoli di Arcidosso i castagneti sono pieni di cinipide e così pure a San Lorenzo.
«È una situazione che mi garba poco – commenta Corrado Lazzeroni, consigliere di minoranza – per lo meno in questa zona la situazione sembra peggiore dell’anno scorso».
Prudente il commento di Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione castagna Igp. «Vi sono località – dice – che mi risulta siano migliorate, ma per dirlo con più precisione occorre attendere altri cinque o sei giorni, quando i castagni avranno tirato fuori del tutto le foglie. In certi casi, soprattutto in basso, credo comunque che le cose siano più buone di quanto alcuni segnalano nella fascia media».
Pare dargli ragione Federico Badini con castagneti nella parte bassa. «Le condizioni – dice – a prima vista sembrerebbero migliori. Ma chissà che i castagni non si riempiano di “ciliegie” cinipide come l’anno scorso».
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