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Ibridi, il pasticcio delle gabbie «Piombate perché non in regola»

di Andrea Capitani
Ibridi, il pasticcio delle gabbie «Piombate perché non in regola»

Porto Ercole, attività di cattura sospesa. Schiano e Lubrano: «Mancavano i permessi necessari» Gli esperti rassicurano: «Il numero di predatori difficilmente aumenterà». Ecco la spiegazione

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PORTO ERCOLE. Gabbie cattura-ibridi sigillate e situazione di stallo. L’incontro di mercoledì sera a Porto Ercole, organizzato dal Comitato Argentario Ambiente Sicuro per avere risposte sulla presenza di canidi, ha portato poche certezze, ma una convinzione: residenti e amministratori vogliono risolvere il problema senza fare del male agli esemplari.

È il punto di vista espresso anche dalla vicesindaco Priscilla Schiano, presente all’incontro in rappresentanza del Comune assieme all’assessore Michele Lubrano: «Se sul territorio vengono segnalati pericoli, il Comune si deve attivare, e lo abbiamo fatto. Da parte però degli enti sovracomunali c’è stata un’attivazione un po’lenta. Poi per colpa della burocrazia, queste gabbie sono state chiuse perché, pare, che i permessi non fossero ancora attivi. Quindi oggi le gabbie sono ancora piombate. Questa è un’incongruenza che non riusciamo a capire. Noi non vogliamo nel modo più assoluto uccidere gli animali. Il problema però deve essere risolto nell’interesse di tutti».

Anche l’assessore Lubrano è sulla stessa lunghezza d’onda: «Siamo andati in Provincia e poi in Regione – ha detto – Abbiamo fatto tutto quello che ci hanno chiesto. Le gabbie sono state piombate dalla Provincia, che ha detto che la Regione non aveva tutti i documenti in regola. Qualcosa non torna perché crediamo sia stato fatto tutto a dovere, quindi non sappiamo quali permessi servano. È tutto sospeso e non ci hanno dato indicazioni precise. Non sappiano se saranno tolte o se sarà ripresa l’attività. Nel caso in cui vengano tolte, restiamo in attesa di un altro protocollo».

All’incontro erano presenti anche Paola Fazzi e Marco Lucchesi del progetto Medwolf, che hanno spiegato che il numero di predatori difficilmente potrà aumentare. «I cuccioli, quando raggiungono la maturità sessuale intorno ad un anno e mezzo, fanno anche migliaia di chilometri per trovare i territori più adatti, formando il loro branco – hanno spiegato –. In un branco si può verificare una sola riproduzione all’anno, verso fine aprile. In un territorio occupato stabilmente da un branco non arriveremo mai ad una proliferazione o ad un aumento incontrollabile del loro numero, perché questo viene regolato dal numero di branchi presenti. In pratica, se sul territorio è già presente un branco, ed è stabile, non si arriverà ad averne due nello stesso territorio».

Tra le domande poste agli esperto c’è il perché vadano nei centri abitati. «Perché ci possono essere disponibilità alimentari aggiuntive – hanno risposto – quindi la presenza di rifiuti e di bidoni dell’immondizia può attrarre i lupi all’interno del paese, ma non solo. Non c’è comunque nessuna differenza comportamentale dagli ibridi alla specie pura. Gli ibridi sono piuttosto un problema per la purezza e la conservazione genetica del lupo».

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