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Galoppo trasferito a Follonica, è giallo
Il trasloco delle corse al trotter dei Pini sarebbe avvenuto all’insaputa del Casalone. Massai: «Non ne sapevamo nulla»
GROSSETO. Le corse del galoppo vengono trasferite dall’ippodromo di Grosseto a quello di Follonica e al Casalone ignorano come si sia giunti al trasloco. È un mistero. «È uscita questa notizia – dice al Tirreno Alessandro Massai, amministratore unico della società Ippodromo del Casalone mentre sta per varcare a Roma la soglia del ministero delle politiche agricole e forestali – e noi non ne sapevamo nulla». Di che cosa si tratta, dunque, di un colpo di mano ordito alle spalle del mondo grossetano del cavallo? Certo è che si sa dal 24 aprile – giorno della pubblicazione da parte del Mipaaf del calendario delle corse di maggio e giugno – che all’ippodromo dei Pini di Follonica si sarebbe non solo trottato ma anche galoppato – evento straordinario che rompe con la tradizione – mentre al Casalone l’erba sarebbe rimasta intonsa. È c’è un giallo nel giallo: sul web spunta una foto che documenterebbe lo smantellamento dello storico ippodromo di Grosseto, ma Massai smentisce la “dismissione”.
Nero su bianco. È il 24 aprile quando i “cavallari” grossetani (e forse anche senesi) scoprono dal sito web del Mipaaf che sul Casalone è calato il sipario. In tandem con il decreto ministeriale n. 30877 del 24 aprile 2018 viene infatti pubblicato anche il calendario delle corse di maggio e giugno: ed è da qui che si scopre che a Follonica – struttura deputata al trotto – a giugno si galoppa. Per quattro giornate: lunedì 11, 18 e 25 giugno e mercoledì 27 giugno. Per le quattro giornate di galoppo a Follonica andrà uno stanziamento complessivo di poco più di 120mila euro. Il cosiddetto Decreto Castiglione – il n. 681/2016, dal nome del sottosegretario con delega al settore ippica Giuseppe Castiglione – prevede del resto anche il trasloco di giornate e montepremi in caso di fusioni o acquisizioni tra società.
Il mistero. I cavallari hanno scoperto così il triste destino del Casalone – che da mesi era nell’aria – ma con la stessa modalità l’avrebbe saputo anche Massai «È uscita la notizia del galoppo ai Pini – ha detto concitato l’amministratore unico ieri al telefono al Tirreno – senza che sia stato concordato nulla con noi. Sto andando al Ministero anche per saperne di più».
Ed ora? Il numero uno della società Ippodromo del Casalone – che rappresenta il segmento corse, tra i soci di maggioranza ha la Società maremmana per le corse dei cavalli e detiene il 100% della Ippoinvest proprietaria dell’Ippodromo d’Abruzzo, di San Giovanni Teatino – è andato a Roma anche per un altro motivo: «Vogliamo presentare dei progetti». Alternativi al galoppo? Domanda Il Tirreno. «La crisi dell’ippica è totale – risponde Massai – Non si sa nulla neppure della convenzione per il 2018».
Smantellamento? «Macché». Intanto sul sito web “Galoppo e Trotto”, uno dei pochi portali strutturati ancora dedicati all’esangue settore dell’ippica, spunta una foto. È stata “postata” il 2 maggio, immortala un tratto della pista erbosa del Casalone dove si vede lo steccato bianco semi “smontato”. Sopra allo scatto c’è scritto: «Stanno smantellando il Casalone». Che significa? La sottoponiamo a Massai, che però non l’ha vista. «È falsa – dice – Non stiamo smantellando – libera il campo, pardon la pista, da equivoci – Stiamo facendo solo della manutenzione». Al Casalone ieri c’è stato anche Il Tirreno: guardando l’ippodromo da fuori, fa una grande tristezza la “corda” bianca in parte smontata: “sradicata”. La fa soprattutto a chi ama i cavalli. E le corse. Al galoppo. Massai conferma che non si smantella niente ma il calendario del Mipaaf parla chiaro: al Casalone non si corre né a maggio né a giugno. Si fanno le valigie in punta di piedi? Non una parola, neppure un commiato. Sfuma via il Casalone, tra i simboli per eccellenza della storia e della tradizione di Grosseto e della Maremma, e lo fa nel più assordante dei silenzi mai uditi.
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