Meteo
Eccidio del 3 maggio 1944: il ricordo
SAN MARTINO SUL FIORA. Una storia drammatica che nessuno ha mai celebrato, una strage accaduta il 3 maggio 1944 a San Martino sul Fiora e segnata in una lapide della chiesa del borgo che riporta...
SAN MARTINO SUL FIORA. Una storia drammatica che nessuno ha mai celebrato, una strage accaduta il 3 maggio 1944 a San Martino sul Fiora e segnata in una lapide della chiesa del borgo che riporta quelle vittime e i morti delle guerre mondiali.
Questa scheggia di storia della Resistenza finita in un eccidio l’ha riproposta ieri, nell’anniversario, su Facebook, lo storico Franco Dominici di San Quirico di Sorano. Il 3 maggio 1944, ricorda Dominici, «una squadra di tedeschi e repubblichini, fra i quali il famigerato Sokota Messa Boris, Commissario prefettizio di Manciano, arresta, a San Martino sul Fiora, tre soldati del Commonwealt e Ilio Santarelli, il contadino che li ospitava, a seguito di vile delazione». I soldati erano due inglesi, Hass Lawrence e Wright Henry detto Hony, e un sudafricano, Bagraim George Michael. La casa di Santarelli fu saccheggiata e incendiata. «I quattro – rammenta – furono uccisi a colpi di pistola tre giorni dopo, a Montemerano, in località Ainzara. L’esecuzione avvenne di notte, in prossimità di fosse precedentemente scavate». I corpi verranno ritrovati a settembre 1944.
Nella primavera del 1944 «uscì uno dei tanti bandi minacciosi del prefetto repubblichino Alceo Ercolani, il viterbese che diresse con pugno di ferro la provincia di Grosseto nei nove mesi di occupazione nazifascista: i contadini che ospitavano partigiani e soldati alleati sbandati rischiavano la vita. Malgrado i rischi, non furono pochi in Val di Fiora coloro che ebbero il coraggio e la grande umanità di aprire le porte di casa ai ricercati, nonostante l’attività dei delatori potesse essere micidiale». (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
