Il presidio
Us Grosseto fallito I creditori ammessi
Tra gli enti, l’Agenzia delle Entrate reclama oltre 4 milioni Ci sono poi il Comune, ex dirigenti, la Asl e vari fornitori
GROSSETO. Il creditore principale è l’Agenzia delle Entrate: oltre 4 milioni di euro per cartello esattoriali e avvisi di addebito per tributi vari. In cassa, però, il curatore fallimentare, l’avvocato Claudio Montefalcone, ha una cifra che si aggira, al momento, intorno ai 30mila euro.
Non potranno essere soddisfatti tutti (e in tutto) i creditori che hanno chiesto di essere ammessi allo stato passivo dell’Us Grosseto, la vecchia società sportiva dichiarata fallita il 18 ottobre scorso dal Tribunale di Roma. Prima di tutto perché il curatore ha chiesto che fossero respinte alcune domande; e poi perché non ci sono i soldi. In tutto, le richieste dei creditori - tra privilegiati e chirografari - ammontano a 5 milioni di euro.
Creditori ammessi. In questo elenco (14) ci sono enti, ex dipendenti, ditte fornitrici e privati. La parte preponderante, come detto, è quella della Agenzia delle Entrate di Roma: 4,3 milioni. Anche un’altra sede, quella di Napoli, ha delle richieste: ma solo per 600 euro (una cartella esattoriale). Poi c’è il Comune di Grosseto: la richiesta iniziale era stata di 163mila euro, il curatore ha poi proposto 132mila e il giudice delegato Luigi Argan ha ammesso quest’ultima proposta. La somma riguarda i canoni di concessione (oltre 42mila), i costi di ripristino dell’impianto (oltre 77mila, sono quelli stimati nel corso di un procedimento di accertamento tecnico preventivo), i tributi locali (poco più di 5mila euro), le spese legali e altro (quasi 4mila). L’amministrazione si è mossa portando al giudice un decreto ingiuntivo del 2015, il contratto di concessione e una consulenza tecnica. Maurizio Santini, già socio di minoranza, sulla base di quanto stabilito dalla Corte di appello di Firenze nel 2017, ha avanzato richieste che il curato e il giudice hanno stimato ammissibili in quasi 120mila euro. Per l’ex presidente Luigi Franco Moretti l’ammissione è di circa 18mila euro (la richiesta, sulla base della stessa sentenza, era di 110mila ma sono stati rilevati problemi sulla definitività e sulla prescrizione). Inail chiede 53mila euro per mancato pagamento di premi. È di poco inferiore ai 50mila euro la somma che riguarda Alessandro Scalone, ex direttore generale della società, che nel luglio 2016 aveva ottenuto dal Tribunale di Grosseto un decreto ingiuntivo. Anche la Asl Toscana Sud Est (già Asl 9) si è fatta avanti con una richiesta, autorizzata per intero, di 19mila euro per prestazioni sanitarie fatturate e non riscosse. Vanta un credito anche la Sixtus Italia di Prato (prodotti per la salute e il benessere fisico): quasi 19mila euro (decreto ingiuntivo Tribunale di Prato). A Tiemme giudice e curatore riconoscono il diritto di essere ammessa allo stato passivo per poco più di 13mila euro, una cifra che si riferisce a mancati pagamenti di servizi forniti. Quasi 9mila euro di bollette non pagate è la cifra per cui è stato ammesso Acquedotto del Fiora. Il giudice delegato ha ammesso anche l’avvocato viterbese Bruno Ballerini, per una notula di 3.500 euro più spese. Altri crediti minori riguardano la Camera di commercio di Roma (300 euro per diritti annuali) e l’Inps di Roma (poco meno di 600 euro per contributi fondo pensioni dei dipendenti).
Non ammessi. Il giudice, su proposta del curatore, non ha ammesso Grifo Tour, che chiedeva di essere pagata per 12mila euro di servizi forniti: «esclusione del credito per mancanza della prova». Escluso anche l’ex calciatore Vincenzo Maiuri: è intervenuta la prescrizione. Le domande tardive saranno esaminate a giorni.
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