Il Tirreno

Grosseto

Un Boschetto per i “ragazzi di oggi”

di Giovanna Mezzana
Un Boschetto per i “ragazzi di oggi”

I futuri geometri: «Mai stati qui, però è bello. Ecco come lo rifaremmo noi» 

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GROSSETO. Sorpresa: i ragazzi grossetani non conoscono il Boschetto degli Artisti. Non ci hanno mai messo piede, per esempio – confessano – gli studenti dell’istituto tecnico per Geometri, tra i protagonisti del ciclo Cap 58100 – Piazze N(u)ove, il cui sentiment è senza dubbio una cartina al tornasole delle abitudini di frequentazione (dei luoghi) da parte dei giovani grossetani.

Ci sono stati per la prima volta in questi giorni, in compagnia di Mauro Papa, direttore di Clarisse Arte e storico dell’arte, che ha sollecitato la loro creatività. La domanda di fondo è: ragazzi, che cosa ci fareste voi in questo parco d’arte, che sorge tra via Einaudi e via della Repubblica, per far sì che torni ad essere un luogo vivo? E ancora: vale la pena o no richiamare gli artisti – che con le loro opere contribuirono negli Anni Novanta a rendere questo luogo un mini cosmo a misura di bambino, mai forse sufficientemente compreso (dagli adulti) – perché le rimettano in sesto? Solo il Dolmen dell’artista Stefano Corti del resto si è salvato dal degrado e dai vandali, a cui si aggiunge Il Nido Sonoro ma forse solo perché è stato trasferito nei giardini di via Ximenes.

Le risposte dei futuri geometri si snodano in più direzioni. «Se deve essere un parco-giochi – dice Sara Di Gloria – allora io lo recinterei. I bambini corrono di qua e di là e potrebbero finire in mezzo alla strada». Tra loro, però, c’è anche chi sostiene che se si vuol far tornare a vivere il Boschetto degli Artisti è opportuno far sì che non si una luogo riservato solo ad una “fascia” di cittadini-fruitori. Per farlo “vivere” dai giovani, per esempio, un buon viatico potrebbe essere quello di coprirlo con rete wi-fi, escogitano i ragazzi.

Il parco “incompreso” dai grandi ai piccoli potrebbe piacere già così com’è: «Prendi il mio fratellino – continua Sara – se lo metti in un posto come questo non ce lo togli più. Si mette a giocare con i suoi amichetti, dopo la scuola, starebbe qui giornate intere. Alla fine le cose migliori, sono le più semplici. L’importante sarebbe tenerlo bene, questo sì».

E gli sguardi di tutti si posano sulle opere... Opere che ormai sembrano tutto fuorché arte: che ne erano il pregio ed ora ne sembrano il difetto. Le Sette Porte che non ci sono più perché erano pericolose, Il Cavallo di Troia e lo Scivolo del Drago per immaginare i quali ci vuole tanta fantasia... «Io penso che le opere esistenti si potrebbero ristrutturare – propone Tommaso Bernardini – declinandole come opere di un parco acquatico: con piccoli schizzi di acqua qua e là. Pensiamo a quante famiglie con bambini d’estate non possono permettersi di andare al mare: qui potrebbero trovare refrigerio e divertimento». E poi l’aggiunta finale che rende l’idea di quanto questi giovani – che al Boschetto degli Artisti non erano mai stati – abbiano colto e fatto proprio lo stimolo dello storico dell’arte: «Insomma – conclude Tommaso – io questo parco lo rifarei ma con ciò che oggi piace alla gente. Ai bambini e ai ragazzi d’oggi».

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