Il presidio
«Non abbiamo firmato la lettera»
Quattro veterinari si dissociano: «Coinvolti solo in una prima stesura»
GROSSETO. Quattro veterinari si dissociano dalle richieste e dal ragionamento contenuto in una lettera inviata da un pool di medici veterinari, anche col loro nome riportato in calce, al direttore Asl Toscana Sud est Enrico Desideri.
Quattro veterinari dipendenti dalla Ausl Sud Est, Rosaria Cacace, Otello Berretti, Federico Mazzantini Alberti e Oreste Menchetti, dichiarano di «non aver mai firmato alcuna lettera indirizzata alla Direzione aziendale della Usl Toscana Sud Est inerente la questione degli adeguamenti stipendiali dei dirigenti medici e veterinari delle province di Grosseto, Siena e Arezzo».
La precisazione arriva dopo che una lettera aperta era stata indirizzata da un gruppo di medici veterinari al direttore generale Asl Toscana Sud est Desideri, dove il gruppo di Grosseto chiedeva di parificare i suoi stipendi a quelli dei colleghi di Arezzo e di Siena, come Desideri stesso aveva promesso e minacciavano di adire a vie legali come estrema ratio.
Una vicenda che dura da tempo, visto che nell’area vasta, operatori con le stesse mansioni hanno disparità di stipendi (3000 euro, come risulterebbe, la forbice fra i dipendenti di Grosseto e quelli di Siena e Arezzo), la cui parificazione pareva imminente, ma che, invece, non si è ancora realizzata.
E adesso Cacace, Berretti, Mazzantini e Menchetti vogliono specificare che quella lettera dai toni piuttosto perentori loro non l’hanno mai firmata e chiariscono di essere stati coinvolti solamente nella fase della redazione di una bozza iniziale della missiva,e non in quella stesura finale nella quale, ripercorrendo la storia della questione, si reclamava appunto la parificazione degli stipendi, senza escludere vie legali per ottenere quanto dovuto.
Invece i quattro veterinari sostengono di non aver firmato quella lettera e come prova del loro dissenso esibiscono un’altra lettera che porge le scuse a Desideri e nella quale i quattro si dicono fiduciosi dell’azione del direttore generale per la parificazione degli stipendi: «Egregio direttore Desideri – si legge in questa lettera – intendiamo dissociarci da quanto riportato nella lettera pubblicata il 23 aprile 2018, in quanto non è stata da noi condivisa nella stesura a lei inviata, tanto è vero che non è da noi mai stata firmata. In buona sostanza siamo stati solo coinvolti in una preliminare valutazione di una bozza. Dispiaciuti per l’accaduto, confidiamo nel percorso di parificazione stipendiale da lei intrapreso». (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google