Il presidio
Ryanair, 14 grossetani bloccati all’aeroporto di Londra
Odissea per un gruppo di grossetani che doveva rientrare con un volo Ryanair: «Il gate si è chiuso, siamo rimasti a terra»
GROSSETO. Londra, aeroporto di Stansted: il gate dell’imbarco si chiude e quattordici grossetani rimangono giù dall’aereo: il volo Ryanair che avrebbe dovuto riportarli in Maremma decolla senza di loro. Per tornare a casa sarà un’Odissea. Peccato, perché se non fosse stato per il viaggio di rientro, il soggiorno Oltre Manica sarebbe stato molto gradevole: a fine vacanza, il meteo ha persino regalato una giornata di sole nella capitale più uggiosa d’Europa. La causa del disguido è tutt’altro che chiara: sia la compagnia aerea Ryanair che l’agenzia di viaggi di Grosseto – che aveva organizzato la cinque giorni di svago – cercheranno di capire che cosa è accaduto. Certo è che quattordici viaggiatori grossetani hanno dormito all’aeroporto londinese e nove di loro – i più sfortunati – hanno impiegato 48 ore per tornare a casa (anzi, mentre Il Tirreno va in stampa loro sono ancora in viaggio). Andiamo con ordine.
L’attesa. Il gruppo maremmano di turisti – single, coppie e famiglie con bambini – parte venerdì dall’aeroporto di Pisa con destinazione Londra. All’ombra di Westminster trascorre cinque giorni: l’intero “ponte”. Il rientro è previsto il 1° maggio con volo Ryanair FR0586 Londra-Pisa in partenza da Stansted Airport alle 14.45. Cosa è accaduto l’ultimo giorno di vacanza ce lo raccontano alcuni viaggiatori. E una delle organizzatrici del soggiorno che faceva parte del gruppo: «Alle 12.30 – dice – eravamo all’aeroporto». «Alle 13.30 avevamo già superato i controlli ed eravamo nella zona duty-free. A quel punto abbiamo guardato il monitor: c’era scritto che il gate sarebbe comparso alle 14». Passano i minuti. «Alle 13.50 – continua l’organizzatrice del viaggio – eravamo seduti sotto i monitor sui quali è comparso che il gate sarebbe apparso alle 14.10».
La corsa. Così è stato: alle 14.10 tutti scattano sull’attenti e si muovono rapidamente per raggiungere il loro gate. «C’era una gran confusione all’aeroporto – racconta Ranieri Mantovani, medico in pensione, tra i viaggiatori del gruppo grossetano – Il gate era abbastanza lontano, abbiamo dovuto prendere trenini, scale mobili...». «Siamo arrivati al gate – riprende l’organizzatrice – alle 14.30 spaccate e due operatrici Ryanair ci hanno detto che il gate era chiuso. Chiuso dalle 14.15». Non finisce qui per chi ha organizzato il viaggio: «Ci è stato detto che l’input per la comunicazione del gate sul monitor è stato dato alle 13.42 e allora noi chiederemo alla compagnia aerea il filmato che conferma che in quella zona dell’aeroporto, dove eravamo, il gate è comparso sul monitor solo alle 14.10». Intanto ieri Il Tirreno ha contattato l’ufficio stampa di Ryanair che ha cominciato a verificare quanto può essere accaduto: tra le ipotesi suggerite – a caldo – c’è quella, appunto, di un arrivo tardivo da parte dei viaggiatori al gate, mentre in prima battuta sarebbe stato escluso un problema di overbooking (cioè un’eccedenza di prenotazioni rispetto alla reale disponibilità dei posti).
L’Odissea. Rimasti a piedi, i 14 turisti grossetani – a cui nel frattempo si era aggiunta anche una famiglia di Ponsacco, (padre, madre e figlio) che aveva avuto la stessa sorte – si sono messi nelle mani dell’agenzia di viaggi che ha cercato per loro voli su tutte le rotte che portavano in Italia: Pisa, Torino, Ancona, Napoli... La coincidenza della fine del ponte delle festività – e dunque dei rientri – ha complicato non poco la missione. Così tutti hanno trascorso la notte tra il 1° maggio e il 2 maggio in aeroporto. Bambini compresi. La famiglia di Ponsacco si è rivolta alla propria agenzia, che ha trovato per lei un volo Londra-Nizza: da Nizza ieri si è trasferita in pullman a Genova, e poi da Genova ha raggiunto Pisa in treno. Due grossetani sono stati convogliati sull’aeroporto di Pisa. Tre su quello di Bologna, ma con scalo a Colonia; tra costoro c’era Mantovani che ci racconta il rientro in Maremma: «Siamo partiti da Londra destinazione Colonia – dice – con un volo della compagnia tedesca. Poi da Colonia siamo ripartiti alla volta di Bologna dove mi sono fatto venire a prendere da un amico». Intorno alle 17 di ieri il medico grossetano era finalmente a casa. A Grosseto. Non tutti, però, sono stati fortunati come lui.
I più sfortunati. Per nove maremmani – tra loro anche una delle organizzatrici del soggiorno londinese che ha fatto di tutto per trovare le migliori soluzioni per il rientro – l’Odissea è proseguita. Da Stansted Airport sono stati trasferiti a Gatwick, dove ieri sera li attendeva un volo in partenza alle 20.50 con destinazione Fiumicino: arrivo previsto, venti minuti dopo la mezzanotte. Seconda notte, dunque, di “travaglio”. Questa mattina – all’alba delle 5.30 – era previsto che da Fiumicino prendessero un autobus per la stazione ferroviaria di Roma Termini; qui il treno per tornare (finalmente) a Grosseto. Risultato: 48 ore per il rientro. E l’agenzia di viaggi si è fatta carico di tutte le spese per i voli “extra” di rientro: adesso ci sarà da capire nel dettaglio cosa non ha funzionato nella tabella di marcia.
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