Il presidio
Giostre, ponti, capanne Idee in cerca d’autore
Architetti e artisti hanno offerto un fondamentale contributo Ecco alcune ipotesi su come dare nuova vita agli spazi urbani
GROSSETO. Qualcosa da aggiungere, come una ruota panoramica in una piazza oggi trascurata dai passanti, o qualcosa da togliere, come le auto in una trafficata via del centro. Mattoni per ricostruire quel che è stato abbattuto, e musica e ballo per costruire quello che ancora non c’è mai stato. Negli otto appuntamenti di Cap 58100 - Piazze N(uove) che ogni due settimane, dall’11 gennaio al 20 aprile, hanno chiamato la città a interrogarsi su come riappropriarsi di alcuni spazi oggi trascurati o non perfettamente valorizzati, sono emersi tanti progetti, molti dei quali proposti da architetti. L’Ordine degli architetti grossetano, del resto, ha partecipato attivamente all’iniziativa.
La ruota panoramica. Quello che certamente ha più incuriosito e fatto discutere è la ruota panoramica proposta dall’architetto Alessandro Innocenti dello studio aiA per calamitare persone in piazza San Francesco. Non una provocazione (come ad esempio il progetto di parcheggio verticale immaginato per piazza Nassiriya) ma un’idea che, ha sottolineato Innocenti, si realizza con poco sforzo. «La ruota si costruisce in tre giorni – dice – occupa poco spazio, costa 600 euro al giorno ma dove è stata installata ha reso 3 milioni di euro in tre anni». È facilmente smontabile e, aggiunge, benvoluta dai giostrai e su cui l’amministrazione comunale si sarebbe già informata.
Un cantiere artistico ai giovani. Sempre in piazza San Francesco, non serve un cantiere edile, ma potrebbe bastare una semplice firma su un foglio per realizzare la proposta che il ballerino e insegnante grossetano di break dance Edoardo Bernardini ha lanciato per contrastare vandali e degrado. Qui c’è un immobile della Provincia abbandonato, da anni preda dell’incuria e che l’ente non è mai riuscito a vendere. Bernardini propone di affidarlo ai giovani che gravitano nella numerosa comunità di artisti di hip hop, che a Grosseto esprime grandi talenti nei settori della break, del writing, del rap e del djing. «Sarebbe meraviglioso – spiega Bernardini – avere uno spazio in cui promuovere interscambi e incontrarci tutti insieme. Far circolare idee, progetti, arte. L’idea che lanciamo alla Provincia è quella di concederci il fondo abbandonato per questo genere di attività». Oltre a dare libero sfogo alla creatività e sottrarre il fondo al degrado, i giovani lo abiterebbero e se ne prenderebbero cura, tenendo alla larga, con il loro presidio, vandali e malintenzionati. Qualcuno dei quali potrebbe anche incuriosirsi, affacciarsi e scoprire che ballare e disegnare è più divertente che spaccare lampioni.
Un ponte per ricucire le Mura. Un cantiere servirebbe, invece, per realizzare il ponte in acciaio corten e vetro proposto dall’architetto Stefano Sagina dello studio Sata di Grosseto per ricucire, seppur con materiali diversi rispetto agli originali, i 45 metri di tratto di Mura abbattuto in epoca fascista in cima a corso Carducci, tra il bastione della Rimembranza e il Garibaldi. L’intervento, ha spiegato Sagina, permetterebbe di riallacciare il percorso ciclopedonale delle Mura, oggi interrotto a Porta Nuova. Tra l’altro, lo stesso presidente dell’Istituzione Le Mura, Alessandro Capitani, all’indomani della sua nomina accarezzò questa idea.
Capanne nella culla della città. Un ponte, ma tra l’antichità e i giorni nostri, è quello che sempre l’architetto Stefano Sagina propone per trasformare piazza della Palma da attuale parcheggio a luogo di incontro nel punto dove la città è nata. Proprio qui, infatti, dall’anno 600 si sviluppò il villaggio di capanne che poi ha dato vita a Grosseto. Il progetto, elaborato qualche anno fa su commissione della Circoscrizione Centro e dell’Ascom, prevede di pedonalizzare l’area e costruire moderne capanne, spazi fruibili da far gestire ad attività commerciali, amministrazioni o associazioni, per eventi e mostre o come luogo di aggregazione.
Da rotatoria a piazza pedonale. Voglia di riappropriarsi degli spazi cittadini emerge anche dalla proposta di Pietro Pettini, già presidente dell’Ordine degli architetti e per vent’anni dirigente dell’area Pianificazione Territoriale della Provincia. Sua l’idea di pedonalizzare via Oriana Fallaci (ex via IV Novembre), da piazza della Vasca al Corso, per rendere la piazza «fruibile e godibile da chi cammina e va in bicicletta» e toglierla al suo attuale utilizzo di mera rotatoria.
Il cinema? Dalla piscina. Gli incontri di Cap 58100 hanno riguardato anche spazi oltre il centro storico, come la Cittadella dello Studente e le “nuove piazze” dei centri commerciali. Proprio per il centro commerciale Aurelia Antica, l’architetto Andrea Marchi ha suggerito una divertente trasformazione che riguarda l’area antistante: non più parcheggio ma spazio verde da usare come mov’in bed o hot tub cinema. Insomma un drive in dove la “poltrona” da cui vedere i film non è più l’auto ma un lettone o una piccola piscina gonfiabile.
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