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Nuovi arredi esterni per i locali del centro Il catalogo si aggiorna
Comune di Grosseto e Soprintendenza integrano l’elenco di ciò che si può installare con una semplice comunicazione
GROSSETO. Fioriere e panchine, funghi per scaldare gli ambienti esterni, tavoli e sedie, wc chimici, palchi, impianti stereo e perfino un “Ape-chioschetto” dal gusto retrò, per un bar itinerante.
Comune di Grosseto e Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto hanno aggiornato il catalogo degli arredi esterni che i locali dei centri storici di Grosseto, Istia, Batignano e Montepescali possono utilizzare senza dover affrontare la lunga trafila delle autorizzazioni previste per le aree sottoposte a vincolo monumentale. Basterà una comunicazione; il procedimento così sarà più snello e veloce poiché gli arredi compresi nel “catalogo” sono, per così dire, preautorizzati.
Allo stesso catalogo può attingere chi organizza mercatini, concerti, eventi e altre manifestazioni temporanee e ha la necessità di occupare suolo pubblico con gazebo, camioncini, palcoscenici, banchi da mercato e così via.
Lo scorso settembre la soprintendente Anna Di Bene è venuta a Grosseto per firmare il protocollo con il Comune; per l’amministrazione ha posto la firma il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
Il protocollo è frutto di un lavoro di confronto iniziato già nel dicembre 2016 con l’obiettivo di scrollare dalle spalle degli esercenti un po’ di burocrazia e sveltire le pratiche, rispettando allo stesso tempo i vincoli che ci sono nei centri storici.
Fino a pochi giorni fa il protocollo contava tre allegati: uno (abaco a) per panchine, cestini, rastrelliere, lampioni; uno (abaco B) per i gazebo; uno (abaco C) per sedie, tavoli, pedane, palchi e gazebo per manifestazioni temporanee.
Il 26 aprile scorso la giunta comunale ha approvato un ulteriore allegato, l’abaco D, con cinquanta nuovi arredi: luci e lampioni, ma anche semplici tavolini di plastica. E poi, camioncini per il mercato, espositori per i giornali, palcoscenici, giostre, bracieri, panche, banconi da esterno, carrelli espositori.
Come è specificato nell’accordo (articolo 2) i modelli proposti sono solo a titolo esemplificativo e indicativo, non assoluto e cogente. Insomma, non è necessario attenersi strettamente a quella specifica marca o ditta. Servono però a orientarsi nella giungla di forme, dimensioni, struttura, materiali, colori e caratteristiche, per capire quali possono essere considerati compatibili con le esigenze di tutela e ammissibili da parte della Soprintendenza.
Ma perché l’esigenza di un nuovo abaco? L’elenco dei modelli di arredo urbano, come si legge nel protocollo tra Comune e Soprintendenza, è suscettibile di modifiche e integrazioni, a seconda di esigenze di spesa, di riorganizzazione degli spazi pubblici urbani, di installazione concreta in loco. Anche nuove soluzioni progettuali, o l’adeguamento a nuove norme, o la realizzazione di opere pubbliche nei centri storici possono portare a cambiare e integrare l’elenco con nuovi arredi.
Anche i titolari dei locali possono inviare al Comune e alla Soprintendenza la proposta di nuovi arredi da inserire nell’elenco.
In particolare, l’abaco D scaturisce da tre riunioni del tavolo tecnico avvenute il 20 novembre 2017, il 20 dicembre 2017 e il 12 marzo 2018.
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