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Geotermia, il giallo delle aree non idonee
Arcidosso, il consigliere di minoranza Corrado Lazzeroni denuncia lo stallo del Comune nel mappare il territorio
ARCIDOSSO. La diffusione da parte dell’Agenzia regionale di sanità della Toscana dei dati relativi alla salute della popolazione amiatina che abita nelle zone dove ci sono centrali geotermiche e la presenza di metalli pesanti nel loro sangue e nelle loro urine alza il livello di preoccupazione anche della minoranza di Arcidosso della lista Insieme per Arcidosso.
Corrado Lazzeroni, che siede nei banchi dell’opposizione e che è anche presidente della Commissione comunale ambiente e geotermia, si dice «preoccupato».
«Partendo da questi risultati – spiega – riaffermo che come minoranza arcidossina siamo contrari a qualsiasi tipo di installazione geotermica e torno a dire che i soli comuni a non avere indicato le aree idonee alla geotermia sull’Amiata, sono Arcidosso e Santa Fiora».
Lazzeroni, a proposito di questo ultimo punto, ripercorre passo passo tutte le iniziative che il suo gruppo ha fatto per spingere il comune di Arcidosso a prendere posizione.
«Il nostro comune – dice – ha circa l’80% di territorio sottoposto a vincoli vari, fra riserve e aree protette. Il promemoria di Lazzeroni parte dal 24 gennaio scorso, quando fu presentata un’interrogazione sulle aree idonee, discussa il 19 febbraio in consiglio.
«La deliberazione nonostante siano passati mesi, non è stata ancora pubblicata all’albo pretorio».
Lazzeroni spiega che il 20 febbraio ha inviato via Pec al sindaco e alla segretaria comunale una mozione avente come oggetto la necessità di individuare le aree non idonee alla geotermia, chiedendo che venisse inserita in discussione nel consiglio comunale. Lazzeroni rammenta che «nella mozione si proponeva di procedere all’individuazione delle Ani, Aree non idonee, per l’installazione di impianti di produzione di energia geotermica, considerato che nel nostro territorio comunale sono presenti aree a vincolo paesaggistico, siti di interesse comunitario e regionale, zone di protezione (Aree Sic, Sir e Zps), riserve naturali, nonché aree paesaggistiche vincolate da decreto, il tutto rilevabile dal Piano strutturale attualmente in vigore (tavole 2A e 2C). La mozione fu inviata anche allegata a una email all’assessora regionale all’ambiente della Toscana Federica Fratoni».
Ma non basta, perché l’esponente del gruppo Insieme per Arcidosso il 21 febbraio scriveva anche al difensore civico regionale informandolo sul mancato rispetto, da parte del Comune, delle linee guida della Regione riguardo alla mancata individuazione delle aree idonee.
«Dopo aver ricevuto una risposta personale da parte del difensore civico il 15 marzo 2018 – continua a spiegare Lazzeroni – e dopo aver avuto un incontro informale con il sindaco per parlare della mozione, il 12 aprile il difensore civico scrive al sindaco e per conoscenza a me per conoscere dal primo cittadino le motivazioni in merito alla mancata osservanza delle direttive regionali e contestualmente chiede che io venga celermente informato. Ma ad oggi nessuna risposta è arrivata né dall’assessora Fratoni né dal sindaco».
Lazzeroni avverte che la mozione «non è stata portata in consiglio comunale, nonostante siano decorsi i termini previsti dal Regolamento, e nessuna convocazione c’è a breve termine».
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