Spiaggia di Fiumara coperta di legni
Torna la bella stagione e nella parte libera non c’è traccia di pulizia dell’arenile, che andrebbe fatta a mano. Chi protesta e chi apprezza
MARINA DI GROSSETO. Meglio la versione “wild Maremma”, con il rischio di scheggiarsi un piede con un naturalissimo ma insidioso legnetto nascosto nella sabbia, o la versione “sotto al sole come sul velluto”, con l’arenile perfettamente passato al setaccio e pulito come zucchero a velo?
Una spiaggia semiprotetta. Si affaccia l’estate e Fiumara – splendida località a nord di Marina di Grosseto, tempio dei kiters e degli amanti della natura – si ritrova a barcamenarsi nella delicata ricerca di un equilibrio tra il rispetto di una zona semiprotetta (l’area è classificata Sic e Sir, Sito di interesse comunitario e regionale) e le esigenze di fruizione dei bagnanti.
Precauzioni per il fratino. Il problema è annoso, scoppiato qualche anno fa quando il Comune “si accorse” che le prescrizioni per le aree Sic e Sir imponevano precise prescrizioni. Ad esempio nella striscia entro 10 metri dalle dune si può fare solo una costosa e lunga pulizia a mano, mentre la più veloce e più economica, ma più impattante, pulizia a macchina è concessa solo oltre 10 metri dalle dune. Sempre entro 10 metri dalle dune è vietato lasciare i cani sciolti o passare con i cavalli. Qui, sulla sabbia, nidifica infatti un piccolo trampoliere, il fratino, e ogni altro “ospite” può danneggiargli il nido e le uova.
Pulizia solo a tratti. Fin qui nulla di nuovo. Sennonché da un paio d’anni la pulizia dell’arenile viene effettuata solo all’interno delle concessioni demaniali, che sono tre per altrettante scuole di kitesurf e una per lo stabilimento balneare Fiumara. Il resto della spiaggia, quella libera, la cui pulizia spetterebbe al Comune, è lasciato “al naturale”, ovvero grossi tronchi arenati, legni e legnetti mischiati alla sabbia, stecchi e altro materiale portato dal mare. Più simile alla spiaggia del Parco della Maremma, insomma.
«Mai viste queste condizioni». Ieri mattina, giornata splendida, a Fiumara non c’era una gran folla di bagnanti. Qua intorno, del resto, non si può parcheggiare (sempre per le prescrizioni previste per le zone Sic e Sir) e anche i due parcheggi più vicini, uno alla Canova e uno in via delle Colonie, sono ancora chiusi. «Questi tronchi non ci dovrebbero essere. Così ti ci puoi anche far male se ci cammini senza ciabatte», dice Raffaele Scalese, fiorentino, appassionato di kitesurf e habitué di Fiumara. «Vengo qui da molti anni e non ho mai visto la spiaggia in queste condizioni. In passato sulla spiaggia libera si poteva giocare a calcetto; ora nemmeno a parlarne. Non si capisce la politica del Comune, cosa vuole fare del suo demanio durante l’estate: se vuole mandarci gente e dare un servizio, o se vuole lasciarla allo stato naturale. Nel primo caso basta poco, basta solo pulire; nel secolo, che almeno lo dichiari».
«Dopotutto è naturale». C’è però anche chi apprezza la spiaggia “sporca”. «Dopotutto è naturale», spiega una coppia di aretini con il cane al seguito. E così una ragazza, stesa al sole proprio sulla duna. In alcuni tratti, del resto, l’arenile si assottiglia a una stretta striscia, effetto naturale dovuto alle mareggiate che spostano in continuazione il profilo della spiaggia.
Rifiuti e “tracce” bio. Meno naturale è un cumulo di rifiuti di plastica che è stato ammucchiato sulla duna, dietro un giunco. Per non parlare delle reti da pesca, semisotterrate da tempo immemorabile insieme ad altri legni, tra la Fiumara e lo stabilimento omonimo: lì da anni, mai portati via, hanno creato una specie di “controduna”.
Cavalli in spiaggia. C’è poi quello che non può dirsi un “rifiuto” vero e proprio, ma che sarebbe auspicabile non trovarsi sotto i piedi: sterco di cavallo disseminato qua e là. Non c’è da stupirsi. I cavalli qua a Fiumara sono di casa. Anche ieri mattina un gruppo a cavallo ha attraversato la spiaggia. In questo caso, fino all’inizio della stagione balneare la presenza di cavalli in spiaggia è consentita. Qui a Fiumara, tuttavia, come già detto, devono stare oltre dieci metri dalla duna. Anche per loro, insomma, la fruizione della spiaggia è a condizione di rispettare precise regole.
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