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Grosseto

incontro pubblico al polo universitario 

Un anno di ambulatorio di medicina di genere

Un anno di ambulatorio di medicina di genere

GROSSETO. Una fitta al petto che si allunga al braccio sinistro è un sintomo che ormai tutti sanno identificare come la chiara avvisaglia di un problema al cuore. Diverso è se si avverte un po’ di...

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GROSSETO. Una fitta al petto che si allunga al braccio sinistro è un sintomo che ormai tutti sanno identificare come la chiara avvisaglia di un problema al cuore. Diverso è se si avverte un po’ di spossatezza, di fatica. Le donne, soprattutto se in là con gli anni, di solito non ci badano, danno la colpa all’ansia e alle mille cose a cui star dietro dalla mattina alla sera. E invece quel senso di fatica, in una donna, potrebbe essere anch’esso l’avvisaglia di sindrome coronarica acuta.

Gli uomini e le donne, infatti, pur essendo soggetti alle medesime patologie, presentano sintomi, progressione di malattie e risposta ai trattamenti molto diversi tra loro, così come ci sono differenze se il paziente è un bambino oppure un anziano. Ma se il fattore età è da sempre preso in considerazione, l’impatto del genere ha cominciato ad affacciarsi in Medicina solo dagli anni Novanta e solo quest’anno la medicina di genere ha trovato in Italia una codificazione normativa in una legge, la numero 3 del 2018, che si occupa si divulgarla nella pratica sanitaria.

L’Asl di Grosseto è stata anticipatrice. Da anni lavora su questo tema e un anno fa, con il Centro di coordinamento salute e medicina di genere dell’area territoriale grossetana, ha aperto all’ospedale Misericordia di Grosseto un ambulatorio di medicina di genere che due volte al mese visita donne e uomini da zero a 60 anni con un approccio multidisciplinare e olistico secondo la medicina di genere (info 0564 485153).

Domani, nell’aula 5 del Polo universitario di Grosseto in via Ginori, dalle 9 alle 12.30 i risultati di un anno di attività saranno al centro dell’incontro “La donna al centro: le donne per le donne. L’esperienza dell’ambulatorio multiprofessionale di salute e medicina di genere”, organizzato da Asl e da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna).

«Il primo problema – spiega Paola Pasqualini, responsabile della Cardiologia clinica del Misericordia e dell’ambulatorio della medicina di genere – è che le donne sono abituate ad avere un approccio “bikini” sulla loro salute: si preoccupano della prevenzione e della cura del seno, dell’ovaio e dell’utero, culturalmente legati alla maternità, e l’idea che possano essere colpite da una malattia cardiovascolare sembra una probabilità bassa. In realtà la malattia cardiovascolare è la prima causa di morte per il genere femminile, nonostante colpisca di più i maschi».

Proprio dalla cardiologia, nel 1991 negli Stati Uniti, si è cominciato a tenere in considerazione le differenze di genere. Ma ci sono voluti quasi trent’anni per “codificarle”.

«Ora in tutti i settori sta nascendo una corrente di medicina di genere – spiega Pasqualini – e questo dovrebbe portare a una medicina di precisione».

Dopo i salute dell’Omceo, ordine infermieri e di Daniele Lenzi, direttore del Misericordia, intervengono: Silvana Pilia, referente Bollini Rosa del Misericordia (Salute e medicina di genere: le iniziative Onda), Paola Pasqualini, responsabile Cardiologia clinica del Misericordia (Perché un ambulatorio di salute e medicina di genere?), Loredana Rizzo, direttrice della Diabetologia (Non solo donne “con” il diabete, ma donne “per” il diabete), Edvige Facchi, responsabile della Salute mentale adulti (La persona come mente-corpo-relazione), Valentina Culicchi, responsabile Ambulatorio nutrizione clinica (A tavola si può prevenire e guarire), I. Daniela Mucci, ambulatori area medica (Il percorso proposto: la presa in cura multiprofessionale della donna). Modera la giornalista del Tirreno Francesca Ferri. La partecipazione è libera e aperta a tutti i cittadini.

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