«Sono agnostico sul fascismo»
Il primo cittadino intervistato da Pif su Radio 2: «Non l’ho voluto io»
GROSSETO. Settant’anni? Troppo pochi per «dare un giudizio sulla storia». Sul fascismo il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna si dichiara «agnostico», bolla le critiche su via Almirante come «polemica sterile» e rivendica che la sua è la prima amministrazione di destra a voler intitolare una via a Enrico Berlinguer.
Così il primo cittadino risponde alle polemiche che si sono sollevate in città da più parti – l’Anpi ha annunciato che non lo inviterà alla cerimonia del 25 aprile – per la decisione di tre nuove intitolazioni ad altrettante vie: Almirante, Berlinguer e “Pacificazione nazionale”.
Prima in un’intervista a una tv toscana, poi su Facebook, poi su Radio 2, Vivarelli Colonna si definisce «agnostico» sul fascismo. Su Fb qualcuno gli fa notare che “agnostico” significa “colui che non si forma un’opinione per mancanza di informazioni” e lo invita ad andare all’Isgrec ad approfondire. «Quando avrò tempo lo farò certamente», ribatte il primo cittadino.
Ai microfoni della trasmissione Rai “I Provinciali”, Pif e Michele Astori gli chiedono il perché di questa decisione. «Se le mi chiede se io abbia voluto questo ragionamento, rispondo di no. Ma se viene presentata una mozione nella mia maggioranza e discussa e approvata io mi devo fare interprete della cosa. Questo non significa che mi dissocio». I due conduttori lo incalzano: era d’accordo o no? «Se avessi potuto scegliere una data, un tempo, avrei aspettato probabilmente un tempo più avanti del futuro», risponde Vivarelli Colonna.
In un comunicato stampa precisa poi: «La ratio della nostra scelta è stata proprio quella di andare nella direzione del superamento delle contrapposizioni ideologiche. Ricordare il passato, i suoi protagonisti, e, al contempo, trovare gli strumenti per la sua metabolizzazione, per addivenire finalmente alla pacificazione degli animi del nostro Paese».
E ancora: «Siamo democratici, pluralisti. Siamo agnostici nel senso che non vogliamo dare un giudizio sulla storia di 70 anni fa, perché ancora troppo recente e intrisa di dolori tanto profondi quanto vicini. Ma Almirante e Berlinguer, ognuno a proprio modo, sono stati personaggi della Prima repubblica che hanno operato convintamente per il raggiungimento della pacificazione nazionale. Noi vogliamo riconoscere loro questa volontà e sancirla con il suggello che la toponomastica sa dare. E farlo ora per andare avanti. Farlo ora per tornare ad occuparci dei problemi reali dei nostri cittadini. Perché noi siamo i poeti della piccole cose e, quindi, quello che vogliamo più di tutto è che via Almirante e Via Berlinguer, quando e ovunque esisteranno, siano ben tenute e non abbiamo buche».
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