Il Tirreno

Grosseto

Dopo la sparatoria l’arma fatta sparire da un inserviente

di Francesca Gori
Dopo la sparatoria l’arma fatta sparire da un inserviente

Il trentenne resta in carcere, il fermo è stato convalidato Interrogato, ha risposto: «Ho esploso solo un colpo»

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FOLLONICA. Davanti al carcere di via Saffi, appena rientrato dall’interrogatorio di garanzia grazie al quale il giudice ha deciso di chiudere a chiave, almeno per ora, la sua cella, arriva con gli agenti della penitenziaria. Di fronte a sé ha un fotografo ma quell’obiettivo non sembra fargli troppa impressione: lo guarda, per pochi istanti, senza abbassare gli occhi e senza ripararsi dietro agli agenti che lo hanno scortato fin lì dal tribunale. Raffaele Papa ieri mattina è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci che ha convalidato il fermo. Ha risposto, così come aveva fatto davanti al sostituto procuratore Giampaolo Melchionna. E ha parlato quasi sempre nel suo dialetto, nonostante gli anni - ormai tanti - passati nella città del golfo. Il trentenne arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo della compagnia di Grosseto e dai militari di Follonica ha ammesso di nuovo di aver sparato, così come aveva fatto davanti al pm. Ma si è trincerato anche dietro a tanti «non ricordo»

Ricordi annebbiati. Al giudice, così come aveva fatto davanti al pm, ha detto di non ricordare esattamente come siano andate le cose, venerdì pomeriggio. «Ho sparato un solo colpo», ha spiegato al gip. I dettagli che il trentenne però avrebbe fornito al giudice non sarebbero molti e non sarebbero nemmeno troppo precisi.

Papa è rinchiuso in carcere da venerdì sera, dopo aver ucciso Salvatore De Simone, il proprietario dell’hotel che si trova accanto alla rosticceria di proprietà della sua famiglia e dopo aver ridotto in fin di vita Massimiliano De Simone, fratello della vittima e la farmacista Paola Martinozzi che lotta ancora tra la vita e la morte alle Scotte di Siena. «Non ha nulla da nascondere - dice il suo avvocato Carlo Valle - Non voleva scappare ma ha detto ai carabinieri, che erano dalla moglie quando lui l’ha chiamata al telefono, di venirlo a prendere. Si è costituito». Sui motivi che hanno portato alla follia omicida, il legale ha confermato che c’erano «ruggini vecchie tra le famiglie, purtroppo molto radicate. Le infiltrazioni d’acqua nel locale sono state solo la causa scatenante».

Disarmato dal padre. Su quella Tanfoglio calibro 9 che Papa impugnava quando ha fatto fuoco si è concentrata l’attenzione degli investigatori. L’uomo che ha premuto il grilletto ha detto di averla trovata in pineta e di averla presa. Una tesi questa che non convince gli investigatori. Venerdì l’impresario delle pompe funebri ha impugnato quell’arma e ha fatto fuoco sotto gli occhi di suo padre e di sua madre che erano davanti alla rosticceria. La lite per l’acqua che era caduta dal terrazzo dell’albergo avrebbe coinvolto anche i genitori dell’uomo che poi ha impugnato l’arma e ha cominciato a sparare nel mezzo di strada. Le telecamere che si trovano vicine alle attività avrebbero ripreso il padre del trentenne mentre disarma suo figlio.

Il cameriere fedele. Ci sarebbe anche un altro pezzo del puzzle che finalmente sembra essere andato al proprio posto. Ovvero, il percorso fatto dalla pistola utilizzata per uccidere De Simone e ferire suo fratello e la farmacista: l’arma, una volta tolta di mano a Raffaele da suo padre sarebbe stata consegnata a un inserviente della rosticceria Da Buono. Il ragazzo l’avrebbe nascosta sotto il grembiule da lavoro che indossava venerdì e sarebbe andato a piedi fino alla Gora per farla sparire.

È lì infatti che l’hanno ritrovata i sommozzatori dei vigili del fuoco e i carabinieri che la cercavano dal pomeriggio. Papa quindi, resta in carcere con i suoi dubbi e i suoi non ricordo. I reati contestati dalla Procura sono quelli di omicidio volontario, duplice tentato omicidio, porto d’arma abusiva e ricettazione.

Le indagini. Il lavoro dei carabinieri non è ancora finito. Questa mattina si svolgerà l’autopsia sul corpo di Salvatore, ucciso da un colpo di pistola che lo avrebbe colpito dritto al cuore, dopodiché la famiglia potrà organizzare il funerale del quarantaduenne che sarà celebrato nella chiesa di San Leopoldo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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