Tre ore per ritirare il Cud «Basta servizi al lumicino»
Castel del Piano, la protesta di un pensionato che ha scelto di restare sull’Amiata «L’ho fatto anche a scapito della carriera, ma qui siamo sempre più svantaggiati»
CASTEL DEL PIANO. Ufficio Inps di Castel del Piano aperto una volta alla settimana, uffici postali chiusi, reumatologo all’ospedale di Castel del Piano una volta al mese, forze di polizia e carabinieri ridimensionate.
«La nostra montagna è bellissima, con faggete, acqua e risorse che distribuisce a mezza Italia. Eppure sta morendo. I paesi si spopolano, i servizi diminuiscono sempre più».
Così Modesto Cassani, cittadino di Montelaterone, frazione di Arcidosso, che lamenta il costante depotenziamento dei servizi offerti ai cittadini.
«Ho settantasette anni, sono pensionato, mi sento cittadino dell’Amiata – dice il signor Cassani – e per vivervi ho rinunciato a tante cose, anche alla carriera. Le mie radici sono amiatine e mi rammarico molto che i servizi pubblici scarseggino sempre più».
Cassani porta l’esempio dell’ufficio Inps di Castel del Piano, che serve otto paesi e che era fino a poco tempo fa fornito di impiegati e aperto tutti i giorni, a volte anche il pomeriggio. «Venerdì – dice Cassani – mi sono recato all’Inps per ritirare il Cud. C’erano molte persone. Ero il trentiunesimo. Arrivo alle 10 ed esco, fortunatamente col Cud in mano. Ma alle 13. Gli uffici sono aperti solo il mercoledì dalle 8,30 alle 12,30. E sono stato fortunato. Altri, dopo aver aspettato ore, se ne sono andati; anche donne incinte che non sono riuscite ad attendere tanto. Dovranno aspettare una settimana per riprovarci».
Stessi disagi per gli uffici postali, o chiusi del tutto o che effettuano turni.
«Non è messa meglio la sanità – prosegue il signora Cassani nel suo sfogo – e la popolazione, per lo più anziana, deve andare spesso a Grosseto o a Siena per curarsi. Faccio presente che ad esempio, all’ospedale di Castel del Piano il reumatologo viene una volta al mese, nonostante il gran numero di malati da ricevere, fra cui il sottoscritto. L’orario è solo dalle 9 alle 14. Ma come fare? Gli anziani hanno bisogno di infiltrazioni e altre cure che non possono essere fatte una volta al mese e per avere un appuntamento occorrono cinque, sei mesi».
Da qui la domanda: «Cosa rimane alle popolazioni amiatine di quello che avevano? Nulla o quasi».
Le conclusioni Cassani le lascia ai politici: «Questo è il quadro – dice – in cui ci sono risorse grandi: nel passato le miniere di cinabro, oggi l’acqua, il legno, la geotermia che fornisce energia a una vastissima zona – sottolinea Cassani che ci tiene comunque a specificare di essere contrario allo sfruttamento geotermico – eppure a parte essere sfruttata, la montagna non si vede tornare nulla in cambio, ma solo depauperare di ricchezza e di popolazione. Lancio ai politici la palla. Solo loro potranno invertire la rotta, se vogliono».
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