Il Tirreno

Grosseto

Schiacciato dalla gru, disposta l’autopsia

di Francesca Gori e Giulia Sili
Schiacciato dalla gru, disposta l’autopsia

I funerali di Luigi Bartiromo non sono ancora stati fissati. Cgil: «Bisogna riaffermare il principio della sicurezza sul lavoro» 

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GAVORRANO. Quando lo hanno visto per terra, esanime, schiacciato dal peso di decine di quintali di ferro, non hanno potuto fare altro che chiamare il 118. Ma per Luigi Bartiromo, il cinquantanovenne titolare dell’officina di Bagno di Gavorrano, non c’era ormai più nulla da fare. Le sue figlie sono arrivate in Maremma da Salerno, dove vivono. E dove forse verranno celebrati i funerali dell’uomo che mandava avanti la sua azienda di sfasciacarrozze nel comune minerario. Funerali che non sono ancora stati fissati: la Procura infatti ha disposto l’autopsia sul corpo dell’imprenditore e la salma dell’uomo sarà consegnata alla famiglia solo dopo.

Bartiromo stava scaricando una gru dal camion quando il braccio meccanico si è mosso, schiacciandolo. E la morte del cinquantanovenne riapre un capitolo importante anche per i sindacati, da sempre impegnati contro queste stragi silenziosi e continue.

«Ogni volta che c’è un morto sul lavoro ci ritroviamo a pronunciare parole che rischiano d’essere percepite come di circostanza. Ma per la Cgil non è così, e la morte di Luigi Bartiromo, 59 anni, merita che si riaffermi il principio del valore assoluto della sicurezza sui luoghi di lavoro. Allo stesso tempo ci tengo a manifestare la vicinanza della Cgil alla famiglia Bartiromo». Sono le parole di Claudio Renzetti, segretario della Camera del lavoro di Grosseto, che commenta con amarezza l’ennesimo incidente mortale sul lavoro in provincia di Grosseto.

«Quello delle morti bianche – aggiunge Renzetti – è un problema che sta tornando prepotentemente all’ordine del giorno. A livello nazionale sono già più di 160 i morti dall’inizio dell’anno. La ripresa economica inizia piano piano a dare risultati sul piano della produzione, ma il nuovo lavoro rimane nella stragrande maggioranza precario e si continuano a sacrificare formazione e standard di sicurezza, con le dotazioni organiche del personale pubblico destinato ai controlli nelle aziende che sono largamente insufficienti. Così che chi non ha intenzione di rispettare le regole di prevenzione dei rischi ha la possibilità di farlo senza correre il rischio d’incappare nei controlli e nelle sanzioni».

Nell’officina di Bartiromo, oltre ai carabinieri, sono intervenuti anche i tecnici della sicurezza sui posti di lavoro dell’Asl che stanno ricostruendo la dinamica del terribile incidente. Il cinquantanovenne non ha avuto scampo: è morto schiacciato dall’autogrù, mentre stava svolgendo un lavoro che aveva fatto altre mille volte. È morto nella sua officina, che mandava avanti da sempre, dove non aveva mai avuto alcuna paura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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