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Velivoli d’epoca antica La Storia dei cieli in mostra al Baccarini
Hanno fatto tappa al IV Stormo anche aerei autocostruiti L’occasione è stata il raduno organizzato da due club
GROSSETO. Un pezzo di storia dell'aviazione si è incontrato, a Grosseto, con l'attualità dell'aeronautica.
Due club di appassionati del volo e degli aerei storici e autocostruiti sono arrivati, ieri, con i loro velivoli e hanno visitato la base del IV Stormo.
La partenza ieri mattina, presto, da vari aeroporti d'Italia, in molti casi con la nebbia, e l'arrivo a Grosseto, salutati da una giornata primaverile di sole.
Il tempo di schierare i velivoli sul piazzale antistante la palazzina del comando e poi la visita agli Eurofighter, insieme al comandante del IV Stormo colonnello Marco Lant.
L'Historical Aircraft Group e la sez. Toscana del Club Aviazione Popolare, hanno portato a Grosseto, con i loro soci, una ventina di aerei tra velivoli autocostruiti e pezzi d'epoca, che i rispettivi proprietari hanno recuperato e ricostruito con pazienza e dedizione. Uno dei pezzi storici più prestigiosi – ha ricordato Andrea Rossetto – presidente dell'Historical Aircraft Group – era un Fiat G-46 degli anni Cinquanta. Ma oltre ai velivoli storici, ce ne sono altri, che sono autocostruiti e che riprendono progetti particolari, come il Vari Eze, ideato dall'ingegnere statunitense Burt Rutan, lo stesso che nel 2003 ha progettato lo Space Ship One, uno spazioplano suborbitale.
Una passione che richiede tanto tempo e tanta dedizione.
«Come tutte le cose belle, come tutti i sogni – spiega Franco Bucci, presidente della sezione Toscana del Club Aviazione Popolare – bisogna dare il loro tempo per svilupparli.
Siamo nati tutti piloti, poi ognuno ha scelto una strada su cui sviluppare la propria passione: mantenere la memoria di velivoli che ricordano tutta la storia della nostra aeronautica o andare sul settore della costruzione del proprio aeroplano da far volare».
E mentre tutti quei velivoli, meticolosamente costruiti o ricostruiti e mantenuti in piena efficienza, facevano bella mostra di sé, appassionati e piloti dell'Aeronautica militare si sono potuti confrontare.
«C'è stata anche l'occasione – ha detto il colonnello Lant – di dibattere sui temi del volo, a 360 gradi, e di accostare macchine storiche agli Eurofighter, con i quali ogni giorno assicuriamo il servizio di sorveglianza dello spazio aereo e continuiamo a costruire la linea formando i giovani piloti che vengono poi assegnati su questo velivolo».
Macchine evidentemente molto differenti, velivoli che tecnologicamente non hanno nulla di simile tra loro. Eppure qualcosa «li accomuna – ha spiegato il comandante del IV Stormo – il librarsi in una dimensione che è unica, che noi chiamiamo la terza dimensione, poter volare nel cielo, e la necessità di avere quella passione, quella competenza e quella professionalità che sono tipiche sia degli appassionati che dei piloti della forza armata e che servono per portare questi aeroplani in totale efficacia e sicurezza».
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