Il presidio
Tentata rapina con il passeggino Condannati a quattro anni
GROSSETO. Quattro anni di reclusione per due dei protagonisti della cosiddetta tentata “rapina con il passeggino”, quando tre persone cercarono di entrare con armi nella gioielleria Mirolli di corso...
GROSSETO. Quattro anni di reclusione per due dei protagonisti della cosiddetta tentata “rapina con il passeggino”, quando tre persone cercarono di entrare con armi nella gioielleria Mirolli di corso Carducci, il 19 maggio 2016.
All’udienza preliminare, con il rito abbreviato e dunque uno “sconto” di un terzo sulla pena, il giudice Marco Mezzaluna ha condannato a 4 anni e 1.000 euro di multa Raul Esteban Calderon, argentino di 49 anni, abitante a Roma, e a 4 anni 2 mesi 20 giorni e 1.100 euro Roberto Sambrini, stessa età, anche lui di Roma. A entrambi l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, oltre la contestazione della recidiva. Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro aveva chiesto 6 anni e 2.000 euro. I due, non presenti (non sono più in carcere), erano assistiti dagli avvocati Mattia Di Mattia e Massimo Parenti. Il giudice depositerà le motivazioni entro i primi di luglio.
Sambrini era stato arrestato nell’immediatezza dai carabinieri insieme ad Alessandra Cerofolini, 44 anni (che invece non ha scelto riti alternativi sarà processata in dibattimento, davanti al collegio del Tribunale, a breve). Calderon era stato rintracciato nel luglio 2016 ad Ardea ancora dai carabinieri. Tutti e tre dovevano rispondere del tentativo di rapina, quando avrebbero cercato di entrare, suonando il campanello, mentre la commessa stava aprendo il negozio e allestendo le vetrine con gioielli e orologi Rolex. Cerofolini e Calderon indossavano una parrucca, avevano una pistola Beretta calibro 40 Smith & Wesson e una pistola Makarov calibro 9, entrambe con matricola abrasa, cane armato e caricatore inserito; con sé anche cinque coppie di fascette che secondo l’accusa sarebbero dovute essere utilizzate per immobilizzare le persone e un borsone da viaggio nascosto sotto il materassino del passeggino, all’interno del quale era stato posto un bambolotto. La commessa, insospettita, non aveva aperto, facendo capire che stava ancora effettuando le pulizie. Ma i tre si erano soltanto allontanati di poco, continuando a tenere d’occhio la vetrina. Dopo pochi minuti, ancora secondo l’accusa, si erano ripresentati al negozio. E in questo frangente il terzetto era stato subito dopo intercettato dai carabinieri del nucleo investigativo: Calderon era sfuggito alla cattura, Sambrini era stato catturato dopo aver cercato di fuggire. Ai due ieri sotto processo la Procura contestava la detenzione e il porto illegale delle armi (adesso da confiscare e distruggere) nonché la sola detenzione delle armi da considerarsi clandestine.
La ricostruzione dei movimenti e l’identificazione dei protagonisti erano avvenute anche grazie alle telecamere di sorveglianza di un esercizio commerciale vicino alla gioielleria.
Pierluigi Sposato
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