“Pop up Lab”, la missione è riempire i fondi sfitti
GROSSETO. Si chiama “Pop up Lab” e anche questa è una delle proposte, forse la più innovativa, che fa parte del pacchetto elaborato dall’assessorato alle attività produttive e al commercio del Comune...
GROSSETO. Si chiama “Pop up Lab” e anche questa è una delle proposte, forse la più innovativa, che fa parte del pacchetto elaborato dall’assessorato alle attività produttive e al commercio del Comune di Grosseto per rivitalizzare il centro storico stimolando l’insediamento di attività produttive e ed eventi.
Su questo progetto, che è legato anche al tema della sicurezza del centro storico, sono disponibili circa 85mila euro, per lo più proprio fondi regionali destinati alla sicurezza, e saranno utilizzati per dare incentivi finalizzati a far rinascere le zone più abbandonate e degradate del centro. Il finanziamento del progetto rientra, infatti, nel fondo regionale sulla sicurezza e vuole essere uno strumento per riappropriarsi del centro e degli spazi cittadini, dei luoghi, delle vie e delle piazze come baluardo per la sicurezza urbana.
Si parla di politiche di rigenerazione urbana e questo del Pop up Lab è un progetto sperimentale che consiste nel “riempire” letteralmente, con nuove imprese, i fondi sfitti presenti all’interno del centro storico sottraendoli così al degrado e al tempo stesso facendoli diventare spazi dove sperimentare nuove attività. Il progetto prevede la possibilità di insediarsi gratuitamente, per tre mesi, all’interno dei fondi messi a disposizione dai proprietario grazie a precisi accordi con il Comune. Il contributo regionale e il cofinanziamento dell’amministrazione servirà anche per ripulire e risistemare i fondi che saranno messi a disposizione per consegnarli alle attività che vi si insedieranno. I fondi interessati non potranno essere più di 20, e l’assessore Riccardo Ginanneschi ha spiegato che non si tratterà di intervenire su tutto il centro storico, ma su alcuni punti ben localizzati, probabilmente le vie che affluiscono al corso, in primo luogo. Una volta avuta la disponibilità dei proprietari, il Comune elaborerà un bando per raccogliere idee di vario genere, non esclusivamente commerciali, ma anche di tipo artigianale, per laboratori e altro e a metà settembre, in occasione delle nuove aperture in contemporanea, è previsto un evento in centro con le attività selezionate.
Al termine dei tre mesi le attività dovranno lasciare i fondi, a meno che non si instauri un rapporto più stabile con i proprietari e l’impresa prosegua con le proprie gambe. (e.p.)
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