Il Tirreno

Grosseto

Incentivi a chi apre attività tra le Mura

di Enrico Pizzi
Incentivi a chi apre attività tra le Mura

Contributo tasse, regolamento sul decoro, barriere architettoniche: il Comune mette in campo idee e risorse

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GROSSETO. «Non siamo portatori di soluzioni, ma vogliamo tendere una mano alle imprese». È realista, l’assessore alle attività produttive e al commercio, Riccardo Ginanneschi, nel presentare, insieme al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il pacchetto di proposte e incentivi, per la piccola e media impresa, attraverso i quali l’amministrazione comunale punta a ridare vita a un centro storico in cui ormai si contano sempre più saracinesche abbassate e vetrine vuote. Ginanneschi e il suo ufficio ci hanno messo molta fantasia e anche un po’ di risorse che, nelle intenzioni, dovrebbero servire a rianimare il centro storico riempiendolo di nuovo di attività commerciali, artigianali e anche professionali.

Tasse e incentivi. Una prima misura che punta a rivitalizzare il centro storico è quella che prevede un incentivo per nuove aperture di attività imprenditoriali e professionali che vadano a occupare locali chiusi da almeno tre mesi. Il Comune, non potendo defiscalizzare quelle attività né restituire i tributi pagati, ha escogitato un incentivo nella forma di un contributo commisurato con le tasse comunali (Tosap, Tari e pubblicità per insegne, ma è esclusa l’Imu) pagate dall’imprenditore o dal professionista: a fronte del corretto pagamento, l’anno successivo (e per tre anni) l’ente liquiderà un contributo che potrà anche coprire totalmente quanto pagato. Ma non è quello che sembra – è stato chiarito dagli uffici – non si tratta di una restituzione delle tasse, che non è consentita. Per far accedere a questo contributo sarà redatto un bando entro giugno e l’amministrazione sta pensando di stanziare 15mila euro.

Tutela e decoro. È allo studio anche un regolamento finalizzato a fare del centro storico un contenitore privilegiato delle tradizioni, della cultura e delle origini locali. L’intenzione è di regolamentare alcune attività ponendo condizioni precise circa l’ammissibilità di alcune tipologie: verrà privilegiata la filiera corta del settore alimentare, sarà codificato anche l’utilizzo delle vetrine, comprese quelle di locali non in attività, e si pensa persino di bandire dal centro storico alcune attività. Tra gli esempi, le attività all’ingrosso, ma anche i compro oro.

Abbassare le soglie. La misura relativa all’accessibilità delle attività che si affacciano sul piano stradale era già stata annunciata dall’amministrazione. Ci sono, in ballo, per il momento, 5mila euro finalizzati a rendere accessibili ai portatori di handicap i locali del centro storico. L’avviso pubblico uscirà in settimana e la graduatoria che si formerà servirà a erogare i contributi, che non potranno superare i 500 euro e il 50% della spesa sostenuta per ogni unità immobiliare. Per ogni eventuale ulteriore abbattimento di barriere architettoniche relativo agli accessi della stessa attività il contributo sarà pari a 200 euro. La graduatoria sarà formata secondo l’ordine di presentazione delle domande e in caso di esaurimento dei fondi disponibili l’amministrazione è pronta a rifinanziare il fondo per assegnare ulteriori contributi mantenendo valida la graduatoria iniziale.

Regolamento sagre. Con il centro storico non c’entra niente, ma nel pacchetto di misure predisposto dall’assessorato alle attività produttive e al commercio c’è anche la redazione di un nuovo regolamento per le sagre. L’obiettivo è razionalizzare le iniziative, per quanto riguarda i tempi e le durate, sul solco già tracciato dalla Regione Toscana, in modo da arrivare a conciliare tutte le esigenze, dal momento che spesso le sagre, che attirano cittadini e turisti, in molti casi finiscono per fare concorrenza sleale alle attività di ristorazione.

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