Ruspe in azione alle ex Terme di Roselle
La struttura, la cui demolizione è iniziata cinquanta giorni fa, è già praticamente scomparsa. A breve cadranno gli ultimi muri
ROSELLE . Cinquanta giorni dopo il primo colpo di ruspa all’edificio più basso – assestato in prima persona dal sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna – le ex Terme di Roselle sono praticamente scomparse. La skyline della frazione è definitivamente modificata, sicuramente migliorata. Quello scheletro, a lungo simbolo del fallimento di scelte pubbliche e iniziative private, non esiste (quasi) più. Martedì verranno giù gli ultimi muri di cemento armato, imbrattati da writers impenitenti, ultimo avamposto di una struttura abbandonata che per decenni è stata ricettacolo di sporcizia, a volte rifugio per sbandati, più spesso “fabbrica” di progettazioni insostenibili.
Complessivamente le due strutture, in mattoni e cemento, coprivano una superficie di oltre cinquemila metri quadrati su un’area totale di cinquantottomila. La somma complessiva per l’abbattimento e la bonifica ammonta a 770 mila euro. Uno sproposito. La demolizione si è svolto grazie a un’enorme pala meccanica – da quaranta tonnellate – con un braccio a snodo di 25 metri di lunghezza, su cui era montata una pinza demolitrice, assistita da un autocarro e una minipala per lo spostamento dei detriti.
Nel cantiere lavorano anche altri escavatori per la movimentazione del materiale e un punto di approvvigionamento idrico per bagnare gli inerti e abbattere le polveri. Una parte dei detriti è stata utilizzata per la realizzazione di una rampa temporanea che ha permesso l’accesso dei mezzi al secondo edificio, quello più alto e voluminoso, abbattuto in un secondo momento.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:foto-e-video:1.16659150:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/foto-e-video/2018/03/31/fotogalleria/ruspe-alle-ex-terme-di-roselle-1.16659150]]
I lavori non finiscono qui. Per completare il piano di demolizione (che comprende anche la bonifica dell’area) occorreranno almeno altri due. Il progetto rientra nel piano più vasto di riqualificazione e rigenerazione urbana con cui il comune di Grosseto ha vinto il cosiddetto “Bando Periferie” della presidenza del Consiglio dei Ministri. «Non abbiamo demolito a cuor leggero – ha spiegato più volte il sindaco – la struttura è stata oggetto di una serie di analisi e studi tecnici che hanno confermato quanto fosse complesso e dispendioso avviare un recupero. La struttura era fuori scala e non rispettava le norme antisismiche». Quella di Roselle era un’enorme stazione termale, mai completata e definitivamente abbandonata nel 1982. Nel 2000 il Comune di Grosseto, sindaco Alessandro Antichi, provò a rilanciare il sogno con una variante urbanistica per sistemare la struttura, ma i trenta miliardi del project financing non furono mai spesi: difficoltà con gli espropri, ricorsi, bocciature, balletti politici. Alla fine sono arrivate le ruspe.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
