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I pastori: «Uniamo le forze con l’Argentario»

I pastori: «Uniamo le forze con l’Argentario»

Il Comitato guidato da Pastorelli incontra i colleghi del promontorio per studiare una strategia comune

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CASTEL DEL PIANO. Amiata e Maremma a colloquio con l’Argentario, con il Comitato pastori d’Italia che, a giorni, incontrerà quello dell’Argentario per condividere l’azione comune contro i predatori che, dalla montagna amiatina e dall’entroterra della piana maremmana, si sono insediati anche al mare.

Le iniziative e le proteste degli allevatori, che da anni stanno combattendo, ogni giorno, una battaglia che sembra essere persa, adesso si saldano con quella dell’Argentario, dove ibridi e lupi scorrazzano indisturbati fra la pineta e i centri abitati.

«Speriamo, unendo le forze – commenta la presidente di Pastori d’Italia Mirella Pastorelli – di ottenere un risultato. Il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, si è mosso con molta determinazione e noi, come comitato, lo sosteniamo. Non abbiamo, poi, la minima fiducia in chi dice che questi animali sono innocui».

Pastorelli dice anche di condividere quanto sostiene l’allevatore Virgilio Manini, secondo cui «ci vogliono far credere che ibridi e lupi non sono pericolosi. Per sopravvivere e difendersi possono attaccare sia l’uomo sia gli animali domestici».

Pastorelli, a tutto ciò, aggiunge: «Siamo alla predazione di pecore, capre, asini, cavalli, vitelli e gatti. Possibile che si facciano addirittura lezioni per sostenere di non aver paura? Possibile che lo stesso presidente Mattarella premi chi vuole proteggere i lupi, i quali non sono certo in via di estinzione?».

La presidente sottolinea che il comitato ha chiesto, per la seconda volta, un incontro con il presidente della Repubblica.

«Vogliamo solo essere ascoltati - dice Pastorelli - Gli vorremmo dire che, in questo modo, vengono persi molti posti di lavoro, ma soprattutto vorremmo comunicargli che le istituzioni dovrebbero essere super partes».

Pastorelli, poi, chiama in causa le associazioni, le quali, «fino a ora si sono mosse in modo tiepido per le predazioni, condividendo, nonostante il no di molti allevatori, i progetti di tutela del lupo.

Ma adesso ci ripensano. Per questo ringraziamo Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura, di essersi finalmente accorto che c’è un serio problema di sopravvivenza delle aziende. Meglio tardi che mai».

Pastorelli è dunque fiduciosa. «Solo unendo le forze - dice - sarà possibile trovare il bandolo di questa intricata matassa».

Fiora Bonelli

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