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«Sommersa dai rovi l’antica chiesa di San Benedetto»
Galeotti (Massa Comune) e Casucci (Lega Nord-Salvini) hanno girato un video chiedendo la riapertura degli scavi
MASSA MARITTIMA. Quello di Massa Vecchia è un patrimonio sommerso dai rovi che presto potrebbe tornare alla luce del sole. L’antica chiesa di San Benedetto oggi non è più visibile ma la speranza è quella che presto l’area comunale venga ripulita e inserita all’interno del percorso culturale della città. Su questo sta già lavorando l’amministrazione.
Per puntare i riflettori sulla questione l’architetto massetano Gabriele Galeotti, capogruppo di minoranza in consiglio, si è rivolto a Marco Casucci, consigliere della Regione Toscana nella lista Lega Nord-Salvini. I due sono andati di fronte alle rovine e hanno girato un video pubblicato ieri sul blog di Massa Comune: «Siamo difronte ad uno dei patrimoni storico architettonici più importanti di questa parte di Maremma – dice Casucci nel video – Porteremo in Regione un atto perché possano ripartire gli scavi e perché vi sia la salvaguardia di quello che rimane e perché questo patrimonio sia finalmente conosciuto così come merita». Sempre nel video Galeotti spiega che quella è stata «la prima chiesa della diocesi di Massa Marittima e Populonia, oggi Massa Marittima e Piombino, che venne eretta quando il vescovo di Populonia si trasferì a Massa. Successivamente la cittadini che si sviluppo andò ad insediarsi nella parte alta del colle. È tutto sommerso. Nel 1982 la Sovrintendenza se ne interessò ma poi lasciò tutto andare e il risultato è questo: non si avverte una sola pietra di quelle che si possono vedere benissimo, e sono bellissime, dalle foto di cui abbiamo disponibilità». E Casucci conclude: «Non ci limiteremo mai ad un misero cartello della comunità montana questo è un caso che grida allo scandalo».
Idee sembrano però già essere in cantiere da parte del Comune: «L’amministrazione accoglie con grande favore l’entusiasmo con cui la comunità esprime il proprio attaccamento al patrimonio culturale locale con l’intenzione di riappropriarsi del proprio passato, proseguendo nelle indagini avviate alcuni decenni fa – dice l’assessore alla cultura Marco Paperini – L’area fu oggetto di vere e proprie ricerche archeologiche sistematiche e scientifiche condotte dalla Soprintendenza archeologica in collaborazione con archeologi dell’Università. In particolare, nell’edificio individuato, erroneamente interpretato come parte di un’abbazia o cattedrale, è da riconoscere una chiesa, probabilmente una pieve, costruita dal vescovo nell’ambito della riorganizzazione della propria signoria territoriale intorno al XII secolo, così come dimostrato dagli studi più recenti. L’importanza del sito è data inoltre dall’abbondanza di ritrovamenti di superficie. Il Comune già dallo scorso anno ha avviato una prima riflessione con Soprintendenza e archeologi professionisti per valutare le forme migliori di intervento e gestione di nuove campagne di scavo finalizzate, oltre che alla comprensione storica, alla creazione di uno spazio di condivisione della ricerca con i cittadini».
Anche Galeotti ha avviato un percorso di ricerca parallelo: «I contatti con la Sovrintendenza sono in corso da tempo e da anni studio l’area della chiesa di San Benedetto che merita una valorizzazione».
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