Il presidio
Autobus senza revisione In provincia sono trenta
Studio di Facile.it sui numeri dell’archivio dei veicoli gestito dalla motorizzazione In Toscana peggio di Grosseto solo Livorno e Pisa. Cna: «Questo dato ci stupisce»
GROSSETO. Grosseto è la terza provincia toscana per numero di autobus non in regola con la revisione. L’indagine, svolta sui mezzi destinati al servizio di noleggio con conducente, è stata realizzata da Facile.it sui dati presenti nell’archivio dei veicoli gestito dalla motorizzazione, quindi su statistiche del Ministero dei trasporti.
Facile.it filtra, tra i diversi numeri presenti nella tabella accessibile sul sito del Ministero, le statistiche relative agli autobus immatricolati in Toscana e non in regola con la revisione alla data del 31 ottobre 2017. Rientrano tra questi veicoli, ad esempio, i pullman utilizzati per le gite scolastiche e quelli impiegati per i viaggi turistici.
A Grosseto, nello specifico, sono 30 i bus non in regola con la revisione, cioè il 23,26% del totale (che ammonterebbe, dunque, a circa 129 mezzi). Peggio di Grosseto, in Regione, ci sono solo Livorno (oltre il 30% dei mezzi senza revisione) e Pisa (circa il 26%). Molto meglio, invece, risultano Arezzo (6%) e Lucca (7%). A livello regionale gli autobus non in regola risultano, invece, oltre il 15%, cioè 262.
Trenta i pullman che, immatricolati a Grosseto, si muoverebbero dunque senza avere tutte le carte in regola, trasportando, ad esempio, alunni e turisti.
Un dato, questo, che stupisce sia chi, per lavoro, noleggia bus, che sottolinea quanto i controlli siano stringenti, sia le associazioni di categoria, che valutano positivamente l’aderenza alle regole dei propri iscritti.
«Il dato su Grosseto mi stupisce – dice Anna Rita Bramerini, direttrice generale di Cna Grosseto – Basandomi su quello che posso vedere tra gli aderenti a Cna, mi sembra una cifra piuttosto alta.
Se devo fare delle considerazioni di carattere generale, però, basandomi unicamente sul numero estrapolato da Facile.it, direi che le motivazioni potrebbero essere due. Da una parte c’è la crisi generale del settore, che ha condotto a notevoli problemi economici.
Dall’altra parte, invece, ci sono le tempistiche della motorizzazione civile, che, essendo questa in carenza di organico, si dilatano, arrivando anche fino a tre mesi. Gli impiegati, cioè, fanno spesso fatica a smaltire le richieste di revisione in arrivo e i tempi d’attesa aumentano».
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