Il Tirreno

Grosseto

«Rimandiamo il dragaggio alla fine della stagione»

di Ivana Agostini
«Rimandiamo il dragaggio alla fine della stagione»

Talamone: il presidente del Consorzio Il Molo sollecita il posticipo dello scavo  «Rischiamo di non sfruttare l’estate». Ma c’è l’incognita dello smaltimento fanghi  

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TALAMONE. Il dragaggio del porto di Talamone? «Rimandiamolo alla fine della stagione estiva». Ora che il progetto è stato approvato, che le risorse economiche sono state stanziate dagli enti interessati – Regione Toscana, Comune di Orbetello e associazione consortile Il Molo di Talamone – ora che la gara per l’affidamento dell’escavo è vicina alla pubblicazione, per Talamone spunta un dilemma: iniziare il dragaggio a ridosso della stagione estiva o rimandare tutto a settembre? E oltre all’interrogativo c’è anche un problema. «Per contenere i costi – spiega Sergio Biraghi, presidente del Consorzio Il Molo – e semplificare il percorso, con la Regione è stato concordato di fare il dragaggio portando i fanghi a Piombino con cui si è riusciti a concordare un prezzo accettabile. Il problema è che a fine agosto chiude perché, raccolti i fanghi, dovrebbe fare le banchine. Con i ritardi accumulati – continua Biraghi – Le ipotesi sono due. O si fanno i lavori che saranno magari conclusi a fine agosto e Talamone non avrà così vissuto la stagione diportistica appieno, oppure si predispone tutto ma si inizia a settembre». Se però si rimanda tutto a settembre «la Regione Toscana dovrà trovare una locazione diversa per smaltire i fanghi, ma trovare comunque un posto sempre a Piombino» per rimanere entro quel limite di costi. L’associazione Il Molo preferirebbe rimandare tutto a settembre.

A questo punto c’è però una nuova incognita. Sul porto di Talamone c’è la spada di Damocle di un’ordinanza della Capitaneria di porto che aveva previsto la chiusura dell’approdo a causa dei bassi fondali. Si tratta di un’ordinanza che ha poi avuto varie proroghe subordinate anche ai progressi che gli enti pian piano hanno fatto giungendo poi all’obiettivo del nulla osta al dragaggio. Rimane da vedere adesso cosa accadrebbe se i lavori venissero rimandati: la Capitaneria lascerà aperto il porto? In teoria ma anche in pratica, con le dovute accortezze, visto che i fondali non sono particolarmente diminuiti rispetto allo scorso anno, il porto potrebbe rimanere aperto per consentire ai talamonesi di portare a casa la stagione: ovviamente, con zone ben delineate nelle quali sia indicato dove andare e dove no. Le barche più grandi, con più pescaggio, hanno già lasciato il porto. Se il dragaggio iniziasse a giugno comprometterebbe tutta la stagione. Ora è necessario trovare la quadra. Riguardo poi il problema del dragaggio di una parte del porto piuttosto che di entrambe, Biraghi stempera i toni. «Auspico un’unità del Consorzio anche di chi lavora nella parte che non verrà dragata». Anche sulla presenza di zinco nessun problema. «Sono stati fatti tutti i prelievi. È tutto a posto».

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