Il Tirreno

Grosseto

Aurelia più sicura Bellumori si appella al nuovo governo

di Samuele Bartolini
Aurelia più sicura Bellumori si appella al nuovo governo

Il sindaco di Capalbio torna alla carica bocciando l’autostrada «Siamo abbandonati», dice. Aspettando la sentenza europea

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CAPALBIO. «A me non interessa chi andrà a Palazzo Chigi, che siano i 5Stelle o qualcun altro non cambia niente. Quello che io chiedo, e lo chiedono anche i cittadini di Capalbio da 40 anni, è che nel mio Comune sia fatta una cosa di buonsenso». Al sindaco Luigi Bellumori non interessa la questione 5Stelle. Hanno vinto le Politiche del 4 marzo? Riusciranno a fare un governo? Sono cose che riguardano Roma, distanti anni luce dai cittadini di Capalbio.

Il metro di giudizio di Bellumori si chiama buonsenso. «Questo sconosciuto», verrebbe da dire interpretando le sue parole.

La sua posizione sulla Tirrenica è nota. E lui continua a ripeterla in tutte le salse. «Per i 12 chilometri e mezzo di tratto comunale invoco un ammodernamento dell’Aurelia. Altro che autostrada», dice il primo cittadino. E il modello di riferimento è sempre lo stesso. «Quei sei-sette interventi di Prefettura e Anas per mettere in sicurezza l’Aurelia sono la soluzione migliore. Non c’è mai stato bisogno di un’autostrada a Capalbio. Perché i problemi da risolvere sono di tutt’altra natura per il tratto comunale della Tirrenica», insiste il sindaco Bellumori. E suonano alla voce: troppi incidenti mortali. Intollerabile che ci sia ancora una corsia per ogni senso di marcia quando ad Ansedonia ce ne sono due. Insopportabili i 380 incroci a raso, tutti nel Comune di Capalbio, che impattano sull’Aurelia. Senza contare case, poderi e ditte che si affacciano sulla via. Un disastro che va risolto una volta per tutte.

«Ma diciamo la verità. Noi ci sentiamo abbandonati. Da San Pietro in Palazzi a Grosseto c’è l’autostrada e l’Aurelia fa da complanare. Da Grosseto sud ad Ansedonia ci sono quattro corsie. Cosa dobbiamo aspettare noi per avere un’Aurelia che sia degna di questo nome anche sul nostro territorio?», si lamenta Bellumori. Ma ora tocca al nuovo governo, sempre che riescano a farlo, dire la sua.

E il sindaco si augura una inversione a U rispetto a quanto annunciato in quel di Firenze i primi di gennaio dai ministri Luca Lotti e Riccardo Nencini, insieme all’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli.

Fu l’occasione per lanciare i 550 milioni di euro per il tratto Sat da Orbetello a Tarquinia con il benestare del governo uscente. Ma erano tempi di campagna elettorale quelli. «E infatti erano solo promesse. Niente di concreto – dice il sindaco Bellumori – il Cipe non ha dato il via libera a nessun finanziamento e Sat non avrebbe mai realizzato i lavori senza la possibilità di far pagare il pedaggio agli automobilisti».

E così per il momento non se n’è fatto di nulla.

Il Cipe non ha mai sbloccato i finanziamenti.

Ma il progetto autostradale su Capalbio e su tutta la tratta da Orbetello a Tarquinia rimane.

Forse ora non resta che aspettare l’Unione europea per tagliare la testa al toro. La sentenza della Corte di giustizia sulla proroga a Sat da parte del governo senza una regolare gara d’appalto è attesa entro l’estate. «Dopo che si sono tenute le Politiche in Italia, i tempi sono maturi», fanno sapere dagli uffici a Bruxelles del parlamentare europeo Sergio Cofferati.

Sicuro è che la decisione dei magistrati del Lussemburgo potrebbe essere determinante. E c’è stato pure un mezzo passo indietro da parte del governo con lo spezzettamento della Orbetello-Tarquinia a Sat e la Grosseto-Orbetello all’Anas per venire incontro alle accuse della Commissione Ue.

Non è detto però che la Corte europea acconsenta. E chissà. Forse sarà proprio il sindaco Bellumori col suo tratto di Capalbio, inseguito fino a ora, a cantare vittoria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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